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giovedì 13 settembre 2018

IL CORPO HA BISOGNO DI ATTENZIONI

Spesso siamo così centrati sugli impegni da portare a termine, sulle relazioni e su tutto ciò che ci circonda da sottoporre il nostro corpo a sforzi logoranti e continuativi. Avvertiamo con disappunto un'atavica stanchezza e la viviamo come un intralcio alla nostra efficienza.  
Costringiamo il nostro corpo a soffrire in silenzio, esaurendone, giorno dopo giorno, le energie. 
Il corpo, dal canto suo, emette segnali forti e chiari (mal di testa, mal di stomaco, sonnolenza o insonnia, dolori...), ma finchè possiamo permettercelo li ignoriamo, costringendolo a urlare più forte per fermarci.
Il corpo ha bisogno di attenzione, cura, coccole, riposo, esercizio e corretta alimentazione su base regolare, altrimenti si ammala. 
Non ci sogneremmo mai di usare una macchina con il serbatoio vuoto, ma siamo convinti di poterlo fare con il nostro corpo. Beata inconsapevolezza.

Oggi propongo la giornata delle coccole. Il tempo per attività piacevoli e riposo è d'obbligo.






sabato 6 gennaio 2018

MOLLARE IL TIRO

Dopo il vorticoso girotondo natalizio 
e lo spumeggiante rito di fine anno
arriva la befana
che tutte le feste si porta via.
I ritmi rallentano 
e si confrontano con la stanchezza di un corpo
che per tenere botta
ha utilizzato molta della sua energia.
Una pausa breve 
che preannuncia il ritorno alla normalità.

Il cambiamento di ritmo porta sempre nuove consapevolezze e apre le porte alla revisione delle priorità. La stanchezza è il perno su cui ruota il susseguirsi di impegni, aspettative, desideri: il superfluo cede il campo all'essenziale. 
E' un tempo prezioso, ma allo stesso tempo impegnativo: le mani si chiudono senza trattenere nulla. Dove sto andando? Cosa sto facendo? Chi ho scelto di essere? 
Le risposte collimano con il mio sentire più profondo? 
Quanto mi sono allontanato dall'essenza? 
Non è mai troppo tardi per rinascere e prendersi cura di se stessi.




sabato 16 dicembre 2017

CALMA E SANGUE FREDDO

La frenesia natalizia scalda gli animi ed eccita le menti: preparativi, regali, stimoli, incontri, auguri ...
Abbiamo così tante cose da fare che ad un certo punto potremmo sentirci molto stanchi.
Immaginate di guardare, all'ingresso del supermercato, una lunghissima nota della spesa con tanti prodotti da acquistare: di colpo il corpo si blocca e, indeciso sul da farsi,  inizia a muoversi tra le corsie del negozio alla ricerca dei vari articoli senza una direzione precisa. Lo stesso accade quando non abbiamo le idee chiare e ci mettiamo in testa di fare tante cose tutte insieme. Disperdiamo energie psico-fisiche e rimediamo stanchezza e frustrazione. L'incapacità a stabilire delle priorità precise ci costringe a correre come matti. Da dove nasce questa incapacità? Dalla mancanza di chiarezza. Quando a dirigere il corpo non siamo noi, ma la nostra mente fuori controllo la confusione ne è l'ovvio risultato.
Pensiamo che il fermarsi per riordinare le idee sia un'inutile perdita di tempo e così seguiamo l'orda disordinata dei pensieri nella convinzione che il movimento sia di per sè un utilizzo migliore del nostro tempo.
Calma e sangue freddo. Respiriamo. Fermiamoci e ritroviamo il nostro centro: stabiliamo una scala di priorità e arrendiamoci all'evidenza che il mondo va avanti lo stesso pur senza il nostro appoggio. E se il tempo limita le possibilità, chi dice che non sia per il nostro bene?
Gente strana noi umani dai ritmi frenetici.






domenica 18 giugno 2017

I BISOGNI DEL CORPO

Rispettare i bisogni fisiologici del corpo per stare bene con se stessi e con gli altri è fondamentale. Nonostante questa consapevolezza, spesso, trascuriamo di ascoltare i nostri bisogni.
Come mai questo accade? Forse, perchè, poco alla volta, abbiamo smesso di percepirli.
Non ci siamo riposati pur essendo estremamente stanchi, non abbiamo bevuto pur avendo sete, abbiamo continuato a mangiare pur avvertendo un senso di sazietà, non siamo andati in bagno a seguito dello stimolo a farlo. Questi comportamenti hanno mandato in tilt il nostro organismo innalzandone la resistenza e generando insonnia, obesità, stitichezza. Non soddisfatti, abbiamo provveduto ad annullare i disagi chimicamente o sottoponendoci a diete ferree seguite da abbuffate epocali. 
Abbiamo dimenticato come si sta bene. Siamo sempre affaticati, stressati e nervosi. 
Cosa si può fare a questo punto? Staccare la spina della 220  e dedicare tempo al riposo e all'ascolto di noi stessi. Il percorso inverso, teso a ricreare l'equilibrio, richiede pazienza e disciplina, ma vale la pena imparare a ritrovarrsi e smettere di allontanarsi sempre più dalla propria natura. Per il nostro bene, perchè ci rispettiamo, ci amiamo e ci meritiamo il benessere psico-fisico. 
Gente strana noi umani dell'era tecnologica.

Vignetta di Massimo Cavezzali




venerdì 10 marzo 2017

UN PESO SULLO STOMACO

Quante volte nella vita ci è capitato di percepire un peso sullo stomaco?

Un bel macigno, proprio all'imboccatura dello stomaco, che impedisce la digestione di situazioni, parole, eventi, sensi di colpa e che divide il nostro corpo a metà.
La parte inferiore al macigno che continua a camminare per forza di cose e la parte superiore al macigno avvolta in un flusso ininterrotto di pensieri da far invidia ad un ruminante per la tenacità della rimuginazione.
Il risultato? Un malessere diffuso, pesantezza (si sa, i macigni pesano e molto), rabbia, stanchezza.
E' difficile fare i conti con un corpo diviso a metà (per via dello sbarramento creato dal macigno) in quanto ci pone di fronte alla difficoltà a canalizzare naturalmente l'energia in un'azione coerente e, quindi,  crea una situazione di blocco molto frustrante.

Che si fa allora? 
Si forza la digestione? Si sputa il rospo/macigno? Si fa i conti con se stessi?

Tutti i percorsi devono essere sperimentati per nutrire la nostra esperienza di crescita.




venerdì 30 dicembre 2016

LA PESANTEZZA DEL CORPO

Il Natale porta con sè la gioia del ritrovarsi insieme e della condivisione. Esso è occasione di lunghi e luculliani pasti dai quali si riemerge appesantiti. Ci si muove poco e si mangia e si beve più del solito, tanto che spesso si salta il pasto successivo per compensazione.
Il corpo risente del cambiamento di ritmo e si ritrova a fare i conti con un'alimentazione eccessiva. Senso di pesantezza, spossatezza, mal di testa, nausee, acidità di stomaco, gambe gonfie e lombalgie, spesso accompagnano il post baldoria.
Ci si sente come palloncini gonfi che stentano a decollare. E osservando svanire il piacere goduto della buona tavola, ci si ritrova a fare i conti con i chili guadagnati e con la stanchezza.
L'appesantimento del corpo non stimola il movimento e si finisce piallati sul divano a spilluzzicare i cioccolatini avanzati per non pensarci.
E poco per volta non ci piacciamo più. Fatichiamo a rilassarci veramente e dormiamo male. E questo corpo sempre più tondetto si trasforma in un'ancora che ci trasciniamo dietro a fatica, tanto da convincerci a iniziare, con le migliori intenzioni, la dieta del salta i pasti o rendili invisibili e insapori il più possibile.
Scivoliamo da un estremo all'altro. O troppo o troppo poco. Ci siamo persi la via di mezzo.
Respiriamo profondamente e ritroviamo nel corpo un alleato: portiamolo a passeggio e pratichiamo i 5 esercizi de IL RITMO DEL CORPO invece di costringerlo all'immobilità;  non puniamolo con diete ferree, ma ritroviamo ritmo ed equilibrio anche nell'alimentazione. 
L'umore è pessimo? Portiamo pazienza, perdoniamoci le trasgressioni (tanto quello che si è mangiato non evapora) e coccoliamoci nel tondo è bello finchè dura. In fondo un lato postivo ci sarà ... in effetti, si rotola meglio ;-)


giovedì 22 dicembre 2016

LA STANCHEZZA NEL CORPO

Ci sono periodi in cui si tende a ricercare la leggerezza di attività che richiedono poca concentrazione: sono i periodi in cui si ha voglia di fare poco o niente in quanto ci si sente demotivati e scarichi.
L'immobilità di questi periodi può apparire come un blocco e creare tensione e preoccupazione in noi. Accogliere la staticità ci porta a fare i conti con la nostra mancanza di energie e non ci piace affatto.
Assuefatti all'idea che la produttività sia vita, il riposo forzato a cui ci costringe il corpo ci appare quasi sempre come una perdita di tempo prezioso.
Ho imparato con il tempo a riconoscere questi periodi e a farne tesoro. 
Quando affrontiamo periodi faticosi, di scelta e di dolore, richiediamo al nostro corpo moltissima energia e quando ne usciamo ci troviamo inevitabilmente a fare i conti con la stanchezza e la spossatezza che ne derivano. 
Il corpo, saggiamente, ci rimanda la necessità del riposo per potersi ricaricare e poter allo stesso tempo interiorizzare le esperienze fatte.
Quando focalizziamo le nostre energie all'esterno, il lavoro interiore è ridotto; al contrario, quando il nostro corpo ci induce al riposo, il lavoro interiore è intenso. Il cambio di rotta, esterno/interno, solitamemnte genera una grande confusione profondamente terapeutica. Se noi sapessimo chiaramente cosa fare e dove andare, molto probabilmente, trascureremmo i segnali del corpo e continueremmo a dirigere l'attenzione all'esterno evitando l'elaborazione dei passaggi fatti.
La confusione e il senso di smarrimento ci portano invece a stare fermi per favorire il passaggio di interiorizzazione. All'inizio le nostre resistenze al processo saranno intense e si manifesteranno come disagio fisico: mal di schiena, rigidità, tensione, mal di testa, difficoltà di digestione ...
Con la nostra resa, il corpo si rilasserà nel dolce far niente. 
Pazienza e accettazione porteranno con sè chiarezza e forza per prepararci ad affrontare una nuova avventura.