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lunedì 8 gennaio 2018

STARE NEL PROPRIO CORPO, SEMPLICEMENTE

Stare diviene faticoso se si è in attesa. Il presente viene fagocitato dalle aspettative e diviene inquieto.
Stare diviene faticoso quando l'agire ci fa sentire bene: esso ci riporta al vuoto che l'azione tenta di nascondere.
Stare diviene faticoso quando si pensa di non valere: il fare diviene utilità e come tale accettazione indotta. La fragilità dell'insicurezza impedisce lo stare.

Essere, semplicemente perchè lo si merita per diritto di nascita, rende dolce lo stare.
Stare è smettere di fare, è assaporare la propria unicità e bellezza ed amarla.
Stare è gioire dello spazio e del tempo che ci appartiene.

Quando lo stare è faticoso, il corpo è ingombrante: l'irrequietezza  della mente lo rende teso e nervoso.

Quando lo stare è dolce, il corpo è rilassato e leggero. Il cuore batte tranquillo, i pensieri ondeggiano senza fretta e il respiro si amplia fino a fondersi con l'universo.












domenica 12 novembre 2017

RESISTERE ALL'APERTURA

A volte la vita ci sorprende con eventi che ci destabilizzano.
Eventi traumatici, dolorosi.
Il corpo si tende allagato dalle preoccupazioni,
non riposa stremato dai pensieri
 e si irrigidisce in una strenua resistenza.
Tutto diviene immobile
e il corpo si trasforma
in un bozzolo di barriera e protezione.
Questo atteggiamento non cambia gli eventi,
ma il nostro modo di viverli.
Nella chiusura la sofferenza si amplifica
e nello spazio costretto della rigidità
le possibilità si annullano.
L'accettazione non trova forma.
Resistere all'apertura
succhia energie e vitalità
finchè sfiniti firmiamo la resa.
La resa alla vita
e al suo continuo movimento.



M. C. Escher, Relatività, 1953, litografia  



venerdì 3 novembre 2017

FORZA FISICA E FORZA INTERIORE

La forza dentro di noi è un seme che va coltivato.

Oggi vorrei riflettere su queste parole, partendo dalla fisicità. 
Ci sentiamo forti quando il nostro corpo risponde con flessibilità e prontezza alle nostre richieste. Naturalmente un buon tono muscolare è frutto di un allenamento regolare. Nessuno di noi nasce atletico, ma ognuno di noi, rispettando il proprio corpo e la sua elasticità, può migliorarne la  forma fisica con una pratica costante. Un'immobilità prolungata del corpo si manifesta con rigidità e blocchi che solo un movimento lento e graduale può sciogliere. A seguito di queste considerazioni, possiamo identificare la forza fisica come una potenzialità che adeguatamente sviluppata renderà il nostro corpo pronto a rispondere alle nostre esigenze. 
Questo significa poter contare sul proprio corpo nel rispetto della propria unicità. 
Per iniziare a divenire consapevoli del nostro stato fisico, la pratica suggerita dal volume IL RITMO DEL CORPO rappresenta uno strumento efficace ed accessibile a tutti. 

Allo stesso modo esiste una forza interiore che appartiene a ciascuno di noi e va sviluppata allo stesso modo. Non si nasce forti, ma lo si diventa imparando ad affrontare le difficoltà e le prove della vita con fiducia e sicurezza in se stessi. Siamo soliti definire le persone tutte d'un pezzo come persone forti: qui vorrei stimolare una riflessione sulla differenza tra forza e rigidità. La forza è flessibile e non presuppone una resistenza ad oltranza di fronte agli eventi, ma l'essere resilienti di fronte ad essi ( per approfondire il concetto di  Resilienza ). La rigidità, al contrario, ci trasforma in un blocco di marmo capace di resistere fintanto che non intervengono situazioni in grado di disgregarlo (in quel momento la "forza rigidità" collassa nella debolezza che ha tentato inutilmente di proteggere). 
A parole sembre tutto molto semplice, ma la pratica è tutt'altra cosa. Forse per via di una visione che identifica le debolezze e le paure in assenza di forza e ci induce a rifiutarle o a nasconderle persino a noi stessi. Il volume IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI propone di guardare alle cose cambiando prospettiva e stimola un percorso di accettazione consapevole; ne propongo un estratto:

"Le debolezze dell'essere non devono essere giudicate, ma accettate come parte di noi.
Il rifiuto o il contrasto non aiutano in alcun modo ad elaborarne il significato,
esplicitato nell'insegnamento che dobbiamo imparare per la nostra crescita evolutiva.
La via di fuga è solitamente il percorso più battuto, 
ma, inevitabilmente, non farà che rimandare lo scontro con le stesse debolezze nel tempo.
La nostra più importante lezione evolutiva è proprio racchiusa nelle nostre debolezze, 
e la loro accettazione,
volta al superamento delle stesse,
è un primo passaggio verso un'ascesa spirituale di rilievo."







domenica 13 agosto 2017

LA PRESENZA NEL CORPO

Uno stato di presenza attento e consapevole coinvolge il corpo. 
Lo stare è rilassato, ma non rilasciato,
flessibile e aperto.
L'energia fluisce nel corpo spontaneamente
ed evidenzia blocchi, tensioni e rigidità
affinchè possano essere sciolti.
Uno stato di presenza non è mmobilità,
ma movimento interiore.
L'apertura all'ascolto
è approfondimento e conoscenza di sè
in accoglienza e accettazione.
Il mio stare cambia con me,
si evolve con me.
Quando il mio stare è sereno,
sono in armonia con me stessa,
con la realtà che mi circonda:
mi apro al mondo e all'esperienza,
 senza aspettative,
 con totalità.



Lotus - Nicholas Roerich




martedì 23 maggio 2017

IL RIFIUTO

Vivo il rifiuto
ascoltando la mia interiorità.
La tristezza inonda la mia anima
il cuore mi abbraccia e mi consola.
Vivo il rifiuto.
Osservo e ascolto
la chiusura:
non posso che rispettarla
e aprirmi alla vita
seguendo nuove possibilità.
Continuare a vivere
è la risposta dell'amore alla chiusura.




giovedì 20 aprile 2017

IL CORPO

Il corpo:
peso, zavorra, strumento, mezzo
o compagno ed alleato nel percorso?
Come vivi il tuo corpo?
Come percepisci il tuo corpo?
Sai accogliere ed adeguarti al suo ritmo?
Sai ascoltare i segnali del tuo corpo e farne tesoro
o li vivi come impedimento al dispiegarsi della quotidianità?
Sai stare in equilibrio a piedi uniti
o appoggiandoti prima su una gamba e poi sull'altra?
Sei in grado di cogliere le tensioni che ti caratterizzano e scioglierle?
Dedichi tempo ed attenzione al tuo corpo?
Come ti rapporti al tuo corpo?
Con disprezzo? Con rabbia? Con rifiuto?
O con rispetto ed accettazione?
Lo usi o lo curi?
Il tuo corpo è sempre con te.
Il tuo cuore è sempre con te.
Non ti serve altro.





giovedì 22 dicembre 2016

LA STANCHEZZA NEL CORPO

Ci sono periodi in cui si tende a ricercare la leggerezza di attività che richiedono poca concentrazione: sono i periodi in cui si ha voglia di fare poco o niente in quanto ci si sente demotivati e scarichi.
L'immobilità di questi periodi può apparire come un blocco e creare tensione e preoccupazione in noi. Accogliere la staticità ci porta a fare i conti con la nostra mancanza di energie e non ci piace affatto.
Assuefatti all'idea che la produttività sia vita, il riposo forzato a cui ci costringe il corpo ci appare quasi sempre come una perdita di tempo prezioso.
Ho imparato con il tempo a riconoscere questi periodi e a farne tesoro. 
Quando affrontiamo periodi faticosi, di scelta e di dolore, richiediamo al nostro corpo moltissima energia e quando ne usciamo ci troviamo inevitabilmente a fare i conti con la stanchezza e la spossatezza che ne derivano. 
Il corpo, saggiamente, ci rimanda la necessità del riposo per potersi ricaricare e poter allo stesso tempo interiorizzare le esperienze fatte.
Quando focalizziamo le nostre energie all'esterno, il lavoro interiore è ridotto; al contrario, quando il nostro corpo ci induce al riposo, il lavoro interiore è intenso. Il cambio di rotta, esterno/interno, solitamemnte genera una grande confusione profondamente terapeutica. Se noi sapessimo chiaramente cosa fare e dove andare, molto probabilmente, trascureremmo i segnali del corpo e continueremmo a dirigere l'attenzione all'esterno evitando l'elaborazione dei passaggi fatti.
La confusione e il senso di smarrimento ci portano invece a stare fermi per favorire il passaggio di interiorizzazione. All'inizio le nostre resistenze al processo saranno intense e si manifesteranno come disagio fisico: mal di schiena, rigidità, tensione, mal di testa, difficoltà di digestione ...
Con la nostra resa, il corpo si rilasserà nel dolce far niente. 
Pazienza e accettazione porteranno con sè chiarezza e forza per prepararci ad affrontare una nuova avventura.