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mercoledì 8 settembre 2021

LA SALVEZZA DEL CORPO

 Con l'inizio della pandemia l'attenzione dell'uomo si è focalizzata sulla salvezza del corpo. L'imperiosa vicinanza della morte ha scosso le coscienze e la paura ha attivato la ricerca per la  sopravvivenza.
Questo movimento ha sbilanciato il già precario equilibrio dell'uomo in direzione della materia evidenziandone le contraddizioni e le dinamiche inconsce. 
Quel corpo, spesso bistrattato da ritmi frenetici, alimentazione scorretta e uno smodato uso di farmaci, è divenuto improvvisamente il fulcro di ogni decisione a livello mondiale ponendo in secondo piano il rispetto per la persona nella sua totalità di essere senziente.
Il dualismo manifestato trova negli estremismi il suo specchio.




Foto di Amine M'Siouri da Pexels


lunedì 7 gennaio 2019

IL CORPO

Ascolto il mio corpo.
La sua stanchezza e la sua forza
in equilibrio.
Imparo a fermarmi.
Ascolto il mio corpo.
La sua pesantezza e la sua energia
in equilibrio.
Imparo ad alimentarmi.
Ascolto il mio corpo.
Il suo bisogno di contatto.
Imparo ad accogliere e donare amore.
Ascolto il mio corpo.
Lui mi parla di me.
Imparo a conoscermi.






lunedì 31 dicembre 2018

L'ULTIMA PAGINA DEL 2018

Oggi scriviamo l'ultima pagina del nostro quaderno 2018.

Sfogliandolo, 
leggiamo con gioia 
i momenti belli che hanno rallegrato la nostra vita
e con tristezza 
quelli di dolore che hanno fermato il nostro tempo.
Sorridiamo
osservando i sogni che siamo riusciti a realizzare
e le difficoltà che abbiamo trovato il coraggio di superare.
Nel nostro quaderno
ci sono fogli sgualciti dalle lacrime
 fogli leggeri,
fogli densi e significativi.
Ogni foglio ci appartiene
ogni foglio racchiude una parte di noi.

Stanotte lo riporremo nel cassetto
degli anni passati
insieme alla nostra storia già vissuta.

Un quaderno nuovo ci aspetta:
sulla copertina porta scritto 2019
e ha 365 fogli bianchi da completare.

Abbiamo imparato con il tempo 
che nessun foglio può essere strappato nè riscritto.
Per questo
teniamo da conto ogni singolo foglio bianco 
e viviamolo con intensità e pienamente
senza pensare ai fogli già scritti
nè a quelli che scriveremo.
Solo così,
quando lo sfoglieremo tra un anno
potremo riporlo nel cassetto
degli anni passati
senza rimpianti.

Auguro a tutti i miei lettori
un quaderno ricco di storie e di avventure
di sogni realizzati e da realizzare.
Auguro a ognuno di voi
di vivere il presente con intensità e coraggio
con la consapevolezza
che nulla dura per sempre,
neanche il dolore.




giovedì 13 dicembre 2018

FAI UNA COSA PER VOLTA E FALLA BENE

Siamo abituati a fare più cose contemporaneamente. 
Come ci riusciamo? 
Grazie agli automatismi.
Ci siamo trasformati in robot multitasking.

Siamo ancora capaci di fare una sola cosa e farla bene
concentrandoci con totalità su di essa?
Siamo in grado di mantenere un alto livello di attenzione
in modo costante e continuativo?

Ad ognuno la sua risposta
per riflettere sul proprio stato di presenza
prima di giudicare quello degli altri. 

W la consapevolezza.




giovedì 8 novembre 2018

LE CADUTE

Capita a tutti di cadere e farsi male. Inevitabilmente ci si rialza e poco per volta ci si riprende dal dolore. La guarigione del corpo non è mai disgiunta dalla guarigione interiore. 
Le cadute ci fermano e ci mostrano la nostra fragilità: accoglierla e farne un punto di partenza è il primo passo verso il benessere. A volte, però, ci rifiutiamo di accettare la nostra fragilità e altre volte scegliamo di crogiolarci in essa più del dovuto. Il nostro approccio alla caduta farà la differenza.
Affrontare una caduta non è mai semplice, soprattutto se questa caduta non si manifesta a livello fisico, ma attraverso un'esperienza di vita. Possiamo interpretare l'esperienza come un fallimento personale e giudicarci pesantemente (il mondo ci ha dimostrato che non siamo perfetti... e noi che pensavamo il contrario!) o possiamo permetterle di travolgerci emotivamente, sconvolgendoci più del necessario. Oppure possiamo valutare l'esperienza come un semplice passaggio di crescita verso la consapevolezza e imparare da essa.
Dalle cadute ci si può rialzare, ma dipende da noi sceglierlo.




sabato 17 marzo 2018

PRESENTAZIONE AL FESTIVAL DELL'ORIENTE DI TORINO

Venerdì 23 Marzo 2018 
SALA 1 
al Festival dell'Oriente di Torino: 

alle 15,00 con Paola Neyroz 
"Scrittura e immaginazione nel pensiero di Baba Bedi"
l'ascolto e l'espressione di sè. 

alle 16,00 con Donatella Coda Zabetta

"In movimento dal coraggio di ascoltarsi al ritmo del corpo"
quando l'esperienza segna la via verso la consapevolezza:
ascolto, osservazione e apertura nel vivere la quotidianità.


martedì 13 marzo 2018

RITORNARE AL CENTRO

Quando viviamo uno stato di disagio o preoccupazione, naturalmente tendiamo a dirigere la nostra attenzione all'esterno focalizzandoci su qualcosa che sembra alleviare la nostra pesantezza.
Immaginate un cerchio il cui centro siamo noi: l'ampiezza della circonferenza rappresenta simbolicamente l'energia a nostra disposizione. In uno stato di benessere la nostra circonferenza è in equilibrio tra lo stare e il movimento (contrazione ed espansione). Quando la circonferenza amplia il suo raggio oltre lo stato di equilibrio, l'energia a nostra disposizione si disperde su una superficie più grande e per forza di cose diminuisce la quantità di energia presente nel centro. Questo spiega perchè la dispersione dell'energia all'esterno sottrarrà forza alla nostra interiorità e la scelta di cercare sollievo al di fuori di noi stessi sarà supportata dalla nostra mente, ma risulterà un tentativo illusorio. Se siamo a disagio o bloccati, abbiamo bisogno di tutta la nostra energia nel centro per prendere consapevolezza di quanto ci sta accadendo ed elaborarlo: questo presuppone una riduzione della circonferenza e non la sua espansione. Può accadere che la nostra circonferenza si riduca al centro della stessa, dandoci l'impressione di essere finiti in un buco nero semplicemente perchè siamo immersi totalmente nella visione della nostra ombra e ne siamo fagocitati. A questo punto è importante ricordarsi che il centro di noi stessi ha radici in terra e in cielo e che esse ci aiuteranno a illuminare l'ombra. 
In che modo? Non perdendo il contatto con la realtà inseguendo sogni a occhi aperti e mantenendo viva la fiducia che si tratta semplicemente di un passaggio del nostro cammino evolutivo. Se siamo al buio, siamo a buon punto (esattamente il contrario di quello che ci sembra di vivere!). Bisogna cadere per potersi rialzare ad un livello più consapevole. 
Quando questa presa di coscienza avviene con uno sforzo di volontà teso ad oggettivare la situazione, prende forma il primo passo verso la rinascita e si verifica una nuova fase di espansione della circonferenza per raggiungere l'equilibrio. Un equilibrio maggiore di quello che avevamo precedentemente in quanto specchierà l'aumento della nostra consapevolezza. 
Benvenuta primavera!





domenica 11 febbraio 2018

LA SABBIA TRA LE MANI

Avete mai provato la sensazione della sabbia tra le mani? Essa non può essere trattenuta e scivola via. Per quanto ci si sforzi, il risultato non cambia. 
Non è la stessa sensazione che proviamo quando vorremmo trattenere qualcosa nella nostra vita e non ci è dato poterlo fare? Cosa scatena in noi la sabbia tra le mani?
Questa percezione scatena in noi un mare di emozioni: rabbia, senso di impotenza e frustrazione, sfiducia, delusione. 
Il nostro corpo si raggomitola su se stesso e si irrigidisce, acuendo ancor  più l'atteggiamento di chiusura che ci pervade.
E più tentiamo di forzare gli eventi, maggiore è la tensione che accumuliamo.
La mente ha facile gioco su un corpo sempre più bloccato e invade ogni cellula di pensieri ed emozioni, rendendoci difficile uscire dal tunnel buio dell'assenza di fiducia.

E se il fatto che la sabbia ci scivoli tra le mani fosse una benedizione? Mai che ci venga da pensarlo.
Siamo talmente focalizzati sulla percezione della perdita da non vedere altro.
In questi momenti, l'atteggiamento migliore è la resa, unitamente all'osservazione consapevole.
Difficile a realizzarsi a livello mentale, ma non fisicamente.
Il corpo è teso e accartocciato? Rilassiamolo e distendiamolo. 
Il corpo è bloccato? Agiamo, facendo qualcosa di pratico come una passeggiata.
Il corpo è invaso dai pensieri? Focalizziamoci su qualcosa che ci piace come la musica, il disegno, il giardinaggio... non possiamo fermare le rimuginazioni, ma è in nostro potere direzionare l'attenzione altrove.
A volte, sono sufficienti alcuni semplici accorgimenti per tornare ad una dimensione di oggettività.










lunedì 15 gennaio 2018

IL RITMO DEL CORPO AL FESTIVAL DELL'ORIENTE A MILANO

VENERDI' 2 FEBBRAIO 2017

sarò a Milano 

al FESTIVAL DELL'ORIENTE

Alle ore 15,00 - SALA 1 - ho il piacere di presentare una cara amica scrittrice,
che parlerà della sua esperienza con BABA BEDI
con particolare attenzione all'espressione di sè
attraverso la scrittura e l'immaginazione.

Alle ore 16,00 - SALA 1 - sarà Paola ad introdurmi.
Ho scelto di parlare della mia esperienza
in movimento dal "CORAGGIO DI ASCOLTARSI" al "RITMO DEL CORPO"
come via verso la consapevolezza
grazie all'ascolto, all'osservazione e all'apertura di cuore nel vivere la quotidianità.

Per il programma completo delle conferenze


venerdì 12 gennaio 2018

I SOGNI NEL CORPO

Vi è mai capitato di vivere un sogno con tale intensità da percepirne la tensione nel corpo al risveglio?
I sogni sono porte aperte sulla nostra interiorità più profonda e svelano in modo simbolico ciò che siamo pronti ad elaborare. A volte, i sogni sono così diretti da lasciarci spiazzati di fronte al loro ricordo per via delle mille implicazioni che sono in grado di scatenare se li esaminiamo con consapevolezza.
Quando l'elaborazione si prospetta faticosa, sciogliere la tensione nel corpo dedicandosi ad attività rilassanti e piacevoli è molto liberatorio. Questa scelta è sinonimo di apertura e spesso produce intuizioni fulminee e comprensioni inaspettate.




sabato 25 novembre 2017

FERMATI

Fermati e ascolta il tuo corpo.
Come sta?
Cosa sente?
Cosa ti rimanda?
Quali sono i suoi bisogni?
Sai accoglierli?
Fermati e ascolta il tuo corpo.
Rispettalo.
Amalo.
Abbracciane le tensioni e le rigidità,
fanno parte di te.
Divieni consapevole di quello che provi
per scoprire chi sei,
cosa vuoi,
 dove vuoi stare.




giovedì 21 settembre 2017

IN BARCA NEL MARE IN BURRASCA

Immaginate una nave, di quelle abbastanza grandi da contenere diverse persone. Immaginate il mare in tempesta, le onde alte, il vento forte, la nave che oscilla paurosamente. Ora osservate le persone intorno a voi: c'è panico, agitazione, terrore. Come reagireste in questa situazione? Vi dareste da fare o vi abbattereste sotto il peso di quanto sta accadendo? Immaginate entrambe le reazioni: attività e passività.
Ora introduciamo un osservatore esterno agli eventi: la consapevolezza.
Ogni occupante della nave può fare la differenza con il suo atteggiamento. Vi è un'unica nave ed il mantenerla funzionale diviene prioritario per la sopravvivenza. La paura è irrazionale: genera emozioni a raffica e caos tra le persone proprio quando  l'unione e la collaborazione sarebbero indispensabili. 
Attraverso gli occhi della consapevolezza immaginate ora nuovamente la nave: da un lato le persone attive, dall'altro quelle passive, tutte in grande stato confusionale. L'equilibrio è nel mezzo e viene mantenuto tale da una posizione equivalente delle due direzioni.
Infatti, un'attività sconsiderata risulta nociva tanto quanto la passività. Questo significa che non possiamo ergerci a giudici e stabilire cosa sia giusto o sbagliato in assoluto. Ci sono momenti in cui la passività stimola la pausa necessaria ad evitare "reazioni" inconsapevoli e ci sono momenti in cui è determinante agire. Entrambi i comportamenti sono essenziali all'equilibrio.
Questo ci dovrebbe far riflettere quando guardiamo all'altro ed ai suoi comportamenti con severità di giudizio; allo stesso modo ci dovrebbe aiutare a non dimenticare mai che la nave sulla quale siamo imbarcati è la stessa e che nelle difficoltà diviene tutto molto più complicato.
E qui mi fermo.
Ho farneticato alla grande? Forse. O forse no.

PS: E se consideriamo la parte destra del nostro corpo come parte attiva e quella sinistra come parte passiva, a seguito della lettura, come ci sentiamo? In equilibrio?




lunedì 4 settembre 2017

VULNERABILITA'

Ascolto il mio corpo sdraiato
e sprofondo nella sua debolezza
toccando il fondo della mia vulnerabilità.
Un tremito mi scuote
e il respiro si colma di tristezza.
Le forze mi abbandonano
nella percezione della mia fragile umanità.
Accolgo il sentire:
è un attimo,
intenso, totale, consapevole.



Issa and the Skull of the Giant 

domenica 13 agosto 2017

LA PRESENZA NEL CORPO

Uno stato di presenza attento e consapevole coinvolge il corpo. 
Lo stare è rilassato, ma non rilasciato,
flessibile e aperto.
L'energia fluisce nel corpo spontaneamente
ed evidenzia blocchi, tensioni e rigidità
affinchè possano essere sciolti.
Uno stato di presenza non è mmobilità,
ma movimento interiore.
L'apertura all'ascolto
è approfondimento e conoscenza di sè
in accoglienza e accettazione.
Il mio stare cambia con me,
si evolve con me.
Quando il mio stare è sereno,
sono in armonia con me stessa,
con la realtà che mi circonda:
mi apro al mondo e all'esperienza,
 senza aspettative,
 con totalità.



Lotus - Nicholas Roerich




domenica 30 luglio 2017

PERCEZIONI

Mi osservo mentre osservo.
Osservo il mio corpo tendersi
e la mascella irrigidirsi.
Sorrido.
Ascolto i pensieri che hanno stimolato in me il cambiamento
e ne divento consapevole.
Sciolgo le tensioni con il respiro
e ringrazio il mio corpo
candido mentore della mia interiorità.







domenica 2 luglio 2017

L'ALBERO CONSAPEVOLE

L'albero consapevole
ha radici profonde 
che gli donano forza, equilibrio e vitalità,
ha un fusto flessibile
per manifestarsi e crescere
e tanti rami
ricchi di foglie, fiori e frutti
a colorare il cielo.
L'albero consapevole
segue il ritmo delle stagioni
e così accoglie la nudità invernale
per ritrovare in se stesso la pienezza dell'estate.

www.ildiamantearcobaleno.com


I boschi di Oropa


sabato 4 febbraio 2017

LA DEPRESSIONE


IL CONCETTO DI RISPOSTA DEPRESSIVA 
E' CONNESSO ALLA MANCANZA DI SPERANZA DI FRONTE AL DOLORE?




Nel corso della nostra esistenza ci troviamo spesso di fronte al dolore e ad ostacoli da superare, ma non sempre si attiva una risposta depressiva in quanto il nostro corpo ha riserve energetiche sufficienti a farvi fronte. 
Il corpo, quando siamo capaci di ascoltarlo, invia continuamente segnali forti e chiari a manifestare il suo livello energetico e il suo stato di benessere o malessere. Purtroppo, sovente questi segnali vengono trascurati e considerati non prioritari rispetto ai comandi che la mente cataloga come inderogabili (lavoro, ruolo, immagine...). Questo atteggiamento crea una barriera che gradatamente congela le sensazioni fisiche fino ad annullarne la percezione. Per questo motivo i disagi trascurati per mesi divengono parte del nostro pacchetto "corpo" senza che ce ne rendiamo conto e si aggravano con il tempo fino a fermarci. Uno stop forzato di questo genere ci pone  inevitabilmente a confronto con l'assenza di energia psico-fisica che ci caratterizza. A questo punto, l'impatto con il dolore o l'ostacolo di turno si trasforma in un evento vissuto in modo altamente soggettivo e prevaricante. Il corpo non può supportare adeguatamente l'azione e permette alla mente di prendere il comando con pensieri di impotenza e autosvalutazione che creano alternativamente ansia e tristezza.
Imparare a conoscere e ad ascoltare il proprio corpo ed i suoi segnali acquisisce, quindi, un grande valore, soprattutto considerando i ritmi frenetici della quotidianità a cui siamo abituati e che spesso non tengono conto delle naturali necessità fisiologiche (come un adeguato riposo, ad esempio). 
La sempre più diffusa incapacità a "staccare la spina" è già una conferma di quanto si stia gradualmente perdendo il contatto con il proprio corpo.
Lavorando con i gruppi di qi gong daoyin e di meditazione ho potuto verificare sul campo quanto fosse carente il legame con il proprio corpo.  Il volume IL RITMO DEL CORPO è nato da questa presa di coscienza: il suo intento è, infatti, quello di proporre una pratica che stimoli la conoscenza e l'ascolto del corpo  attraverso il movimento consapevole.

www.ildiamantearcobaleno.com



lunedì 9 gennaio 2017

IRREQUIETEZZA

Ascolto il battito del mio cuore:
è più veloce del solito. 
Mi accorgo che il respiro
sembra non aver la forza di espandersi pienamente.
Forzo la respirazione 
allargando le spalle e raddrizzando la schiena: 
nel movimento realizzo la mia chiusura.
Qualcosa mi agita,
ma non riesco a focalizzare le ragioni del turbamento.
Vivo il mio corpo,
la sua irrequietezza:
mi immergo in essa 
e la mia mente vorrebbe comprendere
o fuggire lontano.
Respiro profondamente e
sento una barriera a bloccare l'espansione
e a frenare la contrazione.
Il respiro vorrebbe farsi corto e superficiale
ad accompagnare il cuore nella sua corsa
mentre la mente danza frenetica occupando lo spazio.
Consapevolezza.
Vedo, sento, ascolto, percepisco, vivo.
Qualcosa mi agita,
ma non riesco a focalizzare le ragioni del turbamento.
Lo accolgo senza identificarmi con esso.
Verrà il tempo della chiarezza.






mercoledì 4 gennaio 2017

IL RESPIRO DELL'INVERNO

Cammino per i campi sulla brina gelata.
L'aria frizzante risveglia il viso a nuove sensazioni.
Il corpo ritrova nel movimento il suo calore.
Il paesaggio sembra fisso, dormiente, in attesa
e invita all'introspezione.
Ascolto il respiro:
 il mio contatto con l'esterno.
Come mi fa sentire?
So aprirmi al gelo dell'inverno?
Restituisco con generosità il mio calore all'esterno?
Ascolto il respiro:
il mio contatto con l'interno.
Come mi fa sentire?
 Come vive il mio cuore l'immobilità e il gelo?
Riesce il suo battito a espandersi?






sabato 31 dicembre 2016

CHE IL 2017 PORTI ...

A tutti quelli che continuano a camminare nonostante le difficoltà 
e a tutti quelli che si sono persi per strada,
a tutti quelli che hanno scelto di cambiare se stessi 
e a tutti quelli che vogliono cambiare gli altri
a tutti quelli che pensano quello che fanno e dicono quello che pensano
e a tutti gli altri
a tutti quelli che amano 
e a tutti quelli che pensano di amare
 a tutti quelli che si accontentano di quello che hanno 
e a tutti quelli che niente è mai abbastanza
 a tutti quelli che vivono il presente 
a tutti quelli che ripetono il passato o programmano il futuro
a tutti quelli che la trasformazione è crescita 
e a tutti quelli che preferiscono l'immobilità
a tutti quelli che hanno il coraggio di cambiare
e a tutti quelli che hanno paura a farlo
a tutti quelli che sanno vedere
a tutti quelli che vedono solo se stessi
 a tutti quelli che sono capaci di tornare bambini  
e a tutti quelli che sono troppo seri per farlo 
a tutti quelli che amano gli animali 
e a tutti quelli che non sanno cosa si perdono
a tutti quelli che stanno bene nella natura 
e a tutti quelli che senza centri commerciali non respirano
a tutti quelli che alla tristezza segue la gioia 
e a tutti quelli che è solo e sempre buio
a tutti quelli che sanno scegliere 
e a tutti quelli che non sanno più farlo
a tutti quelli che volano con la fantasia  
e a tutti quelli che uno più uno può solo far due
a tutti quelli che hanno il coraggio di ascoltarsi e di guardare alle cose cambiando prospettiva
 a tutti quelli che ci stanno provando o ci proveranno
e a tutti quelli che non hanno la forza per farlo

che il 2017

porti terra ove mettere radici,
 acqua per dissetarsi,
fuoco per scaldarsi,
 aria per respirare,
e tanta Luce nel cuore!

Donatella