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sabato 6 gennaio 2018

MOLLARE IL TIRO

Dopo il vorticoso girotondo natalizio 
e lo spumeggiante rito di fine anno
arriva la befana
che tutte le feste si porta via.
I ritmi rallentano 
e si confrontano con la stanchezza di un corpo
che per tenere botta
ha utilizzato molta della sua energia.
Una pausa breve 
che preannuncia il ritorno alla normalità.

Il cambiamento di ritmo porta sempre nuove consapevolezze e apre le porte alla revisione delle priorità. La stanchezza è il perno su cui ruota il susseguirsi di impegni, aspettative, desideri: il superfluo cede il campo all'essenziale. 
E' un tempo prezioso, ma allo stesso tempo impegnativo: le mani si chiudono senza trattenere nulla. Dove sto andando? Cosa sto facendo? Chi ho scelto di essere? 
Le risposte collimano con il mio sentire più profondo? 
Quanto mi sono allontanato dall'essenza? 
Non è mai troppo tardi per rinascere e prendersi cura di se stessi.




mercoledì 4 ottobre 2017

GLI INCROCI E LE SCELTE

Spesso nella vita ci troviamo di fronte a degli snodi importanti, a degli incroci, a dei percorsi da intraprendere o da abbandonare, a delle scelte da compiere. 
Spesso, in quei momenti, ci assalgono molti dubbi e cerchiamo di vagliare le possibilità soppesandole razionalmente: questo approccio tende ad incrementare la nostra confusione.
Il corpo può essere un importante alleato nel fare chiarezza in quanto ci rimanda la decisione migliore per il nostro benessere, al di là di quello che la mente ritiene essere di maggior beneficio per noi (desideri e aspettative giocano un ruolo importante per la mente).
Proviamo quindi a visualizzarci di fronte ad un incrocio dal quale si diramano le varie vie che potremmo percorrere. Rilassiamo il corpo attraverso il respiro, sciogliamo le tensioni e prendiamo consapevolezza del nostro stato. Quindi, immaginiamo di intraprendere una via e ritorniamo all'ascolto del corpo prendendo nota dei suoi cambiamenti (tensioni, rigidità, dolore, debolezza, scioltezza, espansione...): ogni segnale è fondamentale alla comprensione. Ritroviamo il rilassamento iniziale e ripetiamo l'esperienza immaginando di percorrere un'altra via e come prima diveniamo consapevoli dei segnali del nostro corpo.
Il corpo cambia naturalmente di fronte a scelte diverse. 
Quando stiamo male nel corpo, ci sentiamo a disagio e tendiamo a chiuderci. Quando stiamo bene nel corpo, ci sentiamo a nostro agio e possiamo aprirci all'esperienza con fiducia e serenità.
Le risposte del nostro corpo non sempre ci piacciono e spesso le ignoriamo. 
Le risposte del nostro corpo non mentono e forse per questo sono così faticose da digerire.


Vignetta di Massimo Cavezzali


giovedì 14 settembre 2017

RIDI CHE TI PASSA

Ridi che ti passa.
Permetti al sorriso di irrompere nella tua tristezza
illuminandola.
Basta poco: una parola buffa, un gesto di tenerezza, una coccola.
Apriti alla vita
e la vita ti sorprenderà
con le sue sfumature di mille colori.
Abbandona le lenti scure
e sorridi.
Nessun dolore dura per sempre.




mercoledì 23 agosto 2017

CIRCOLARITA'

Distendo le braccia lateralmente e ruoto su me stessa
in senso orario ed antiorario.
Avanti ed indietro lungo il percorso
in un flusso ininterrotto che si ricongiunge.
Come scelgo di ruotare dipende da me:
mantengo fisso il mio centro
e accolgo la totalità di ciò che sono.
La mia circolarità si ripete,
si riposa, prosegue, ritorna
nella danza della vita e della morte.
La mia circolarità si dilata con il respiro
e il cuore si espande
ad illuminare il mio sguardo.






domenica 30 luglio 2017

PERCEZIONI

Mi osservo mentre osservo.
Osservo il mio corpo tendersi
e la mascella irrigidirsi.
Sorrido.
Ascolto i pensieri che hanno stimolato in me il cambiamento
e ne divento consapevole.
Sciolgo le tensioni con il respiro
e ringrazio il mio corpo
candido mentore della mia interiorità.







domenica 2 luglio 2017

L'ALBERO CONSAPEVOLE

L'albero consapevole
ha radici profonde 
che gli donano forza, equilibrio e vitalità,
ha un fusto flessibile
per manifestarsi e crescere
e tanti rami
ricchi di foglie, fiori e frutti
a colorare il cielo.
L'albero consapevole
segue il ritmo delle stagioni
e così accoglie la nudità invernale
per ritrovare in se stesso la pienezza dell'estate.

www.ildiamantearcobaleno.com


I boschi di Oropa


domenica 18 giugno 2017

I BISOGNI DEL CORPO

Rispettare i bisogni fisiologici del corpo per stare bene con se stessi e con gli altri è fondamentale. Nonostante questa consapevolezza, spesso, trascuriamo di ascoltare i nostri bisogni.
Come mai questo accade? Forse, perchè, poco alla volta, abbiamo smesso di percepirli.
Non ci siamo riposati pur essendo estremamente stanchi, non abbiamo bevuto pur avendo sete, abbiamo continuato a mangiare pur avvertendo un senso di sazietà, non siamo andati in bagno a seguito dello stimolo a farlo. Questi comportamenti hanno mandato in tilt il nostro organismo innalzandone la resistenza e generando insonnia, obesità, stitichezza. Non soddisfatti, abbiamo provveduto ad annullare i disagi chimicamente o sottoponendoci a diete ferree seguite da abbuffate epocali. 
Abbiamo dimenticato come si sta bene. Siamo sempre affaticati, stressati e nervosi. 
Cosa si può fare a questo punto? Staccare la spina della 220  e dedicare tempo al riposo e all'ascolto di noi stessi. Il percorso inverso, teso a ricreare l'equilibrio, richiede pazienza e disciplina, ma vale la pena imparare a ritrovarrsi e smettere di allontanarsi sempre più dalla propria natura. Per il nostro bene, perchè ci rispettiamo, ci amiamo e ci meritiamo il benessere psico-fisico. 
Gente strana noi umani dell'era tecnologica.

Vignetta di Massimo Cavezzali




mercoledì 7 giugno 2017

EVVIVA I RACCOGLIMENTI PENSOSI

Estratto da "APOLOGIA DEL TAOISMO" di Giuseppe Tucci:

"Perchè l'uomo possa ribellarsi al giogo della tradizione e alla coercizione della consuetudine, a quel mondo di credenze cui fin da bambino lo abituarono i suoi nonni ed i suoi genitori, che ha sentito ripetere da maestri e da amici per anni ed anni, occorre possieda non soltanto doti di spirito non comuni, ma anche quell'abitudine alla riflessione, che soprattutto si determina straniandosi dagli uomini. Fino a che la nostra attività è assorbita tutta, o quasi tutta, da preoccupazioni contingenti e materiali, non avremo mai possibilità e tempo di permetterci quei raccoglimenti pensosi attraverso cui acquistiamo migliore coscienza di noi stessi e più chiara nozione della nostra propria pesonalità."


Evviva i raccoglimenti pensosi del "nosce te ipsum".

giovedì 25 maggio 2017

LO SGUARDO

Occhi appannati dalla rabbia scrutano il mondo senza pietà.
Occhi colmi d'amore osservano gli eventi con compassione.
Occhi spenti dalla disillusione guardano alla vita con indifferenza.
Occhi carichi di dolore vedono il buco nero della disperazione.
Occhi gonfiati dalla paura fissano l'immobilità.
Occhi vivaci si immergono nei colori.
Occhi trasparenti di bimbo esprimono purezza.
Ogni sguardo racchiude un mondo,
il nostro.








venerdì 12 maggio 2017

LA PAURA

La paura.
La senti scivolare dentro il tuo corpo
e gradatamente prenderne possesso.
Senti arrivare una strana agitazione
che tende i muscoli e le membra.
Percepisci un'inquietudine generalizzata
che si acuisce con l'immobilità che il corpo sembra importi.
Ti senti diviso a metà.
Da una parte la voglia di fuggire
dall'altra la curiosità ferma di osservare
e la tempesta dentro.
Nulla si impone.
Solo la tempesta sembra agire indisturbata
nel mare mosso dei pensieri.
Il corpo è la tua zattera di salvataggio.
Accogline la rigidità, il batticuore, il respiro contratto.
Sprofonda in essi con la tua attenzione.
Poco per volta il respiro si allunga,
il cuore si calma
e la tensione si alleggerisce.
E' solo paura.
L'irrazionale paura dei pensieri che allagano il sentire
e lo travolgono di emozioni ed aspettative,
portando a galla le tue più intime debolezze.
E' solo paura.
Paura di vivere il presente
e accorgerti che nulla è più forte di te
che nessun ostacolo è al di là delle tue capacità di trascenderlo.
E' solo paura.
Paura di sentire che ti stai allontanando da te stesso, 
dal tuo destino,
dalla tua vita.




sabato 6 maggio 2017

LO SPAZIO INTORNO A ME

Vi siete mai domandati quanto spazio di movimento avete intorno?
A volte ci sentiamo costretti e soffocati dalla realtà. Quando questo accade il nostro spazio vitale si è drasticamente ridotto oltrepassando i confini del rispetto personale.
Facilmente addebitiamo all'esterno (alle situazioni o agli altri) la causa del nostro disagio, dimenticando che siamo stati noi in primis a non definire i limiti invalicabili del rispetto verso noi stessi.
Come si fa a definire questi limiti? Avendoli ben chiari in testa, innanzi tutto. Sapendo cosa ci fa stare bene e cosa al contrario ci fa stare male e trovando il coraggio di proferire dei salvifici NO o scegliere diversamente quando ci sentiamo invasi o costretti.
Scegliere di rispettarsi significa sapersi ascoltare profondamente ed avere il coraggio di essere anzichè apparire. Spesso mettiamo su un piatto della bilancia il nostro benessere fisiologico e sull'altro il soddisfacimento di aspettative, desideri, bisogni. 
Non sempre abbiamo il coraggio di scegliere di rispettare il nostro corpo ed esso ci rimanda di contro un bel segnale teso a dirci "Sveglia!  Non ti stai prendendo cura di te stesso!". Noi  congeliamo il sentire e tiriamo avanti per la via che ci sembra in discesa. Ignoriamo sia il disagio corporeo sia quello interiore e investiamo le nostre energie nella fuga.
Gente strana noi umani, sonnambuli in corsa.


sabato 5 novembre 2016

IL GIUDIZIO NEL CORPO

Oggi propongo un post alternativo, di riflessione sul giudizio. Il giudizio è di natura mentale. La mente è strumento di discernimento ed è grazie ad esso che l'uomo attua la sua libertà di scelta.
Scelta consapevole quando la mente è al servizio del cuore. Scelta inconsapevole quando la mente  si muove in modo indipendente  e non sottosta alla funzione unificante del cuore.
Il giudizio  divide inevitabilmente la nostra percezione della realtà essendo diretto dalla mente che solo attraverso la separazione degli opposti può operare una scelta.
Proviamo a visualizzare questo giudizio come un blocco nello stomaco: d'altra parte ritengo sia capitato a tutti di percepire un peso sullo stomaco quando ci si trova a digerire una situazione "faticosa" perchè giudicata "sbagliata" dal filtro dei nostri schemi mentali.  E pensiamo a questo blocco proprio come al filtro della mente che divide e separa l'informazione che arriva in due canali emotivi opposti e contrastanti (giusto e sbagliato ad esempio). Se ci troviamo in una situazione  in cui riteniamo "giusto" esserci, ma che allo stesso tempo giudichiamo "sbagliata", vivremo, infatti, un forte disagio. 
Osserviamo allora il procedere di questa informazione proprio come se si trattasse di un bolo alimentare: la ingoiamo e nello stomaco non la digeriamo e la sezioniamo in due parti contrastanti dove quella sinistra del sentire si oppone a quella destra dell'agire: questa separazione avviene nel nostro intestino, creando un nuovo blocco e impedendoci di lasciare andare l'informazione, espellendola. Ci sentiremo gravati da un enorme peso sullo stomaco e travolti da emozioni contrastanti: risultato, un gran bel malessere.
Facciamo intervenire sulla situazione una nuova energia, quella del cuore, che illumina il blocco e lo scioglie. Possiamo fare una semplice meditazione per rendere questo passaggio più concreto: visualizziamo il blocco come una roccia, una zolla di terra o come la nostra fantasia ci rimanda. Più rimaniamo focalizzati sul blocco più ci estranieremo dal flusso dei pensieri e potremo percepire un aumento della salivazione. Deglutiamo allora questa saliva, l'energia del cuore, in piccole parti e permettiamo ad essa di scavare dei piccoli rivoli all'interno del nostro blocco, per trasformarlo. Magari non riusciremo a scioglierlo completamente, ma con il tempo potremo rendere il nostro giudizio sempre meno impattante. Se continuate ad osservare la saliva che scende, noterete che non si divide più e l'azione unificatrice del cuore avrà attuato la sintesi necessaria affinchè l'informazione attraversi l'intestino fino a sfociare negli organi deputati allo smaltimento delle scorie. A  quel punto sarà possibile lasciar andare le feci ed insieme ad esse la situazione.
Avete mai notato che quando ci carichiamo di "tossine" (viviamo male situazioni, siamo stravolti dalle emozioni...) al peso sullo stomaco è spesso collegato il blocco intestinale o la scarica di feci non elaborate? 
D'ora innanzi, provate ad utilizzare questa visualizzazione quando realizzate di essere nel giudizio. Staccate la spina mentale concentrandovi sul percorso dell'informazione e manifestate il vostro intento consapevole volto a scardinare gli schemi abituali del giudizio deglutendo la saliva a piccoli sorsi.
Buon lavoro e fatemi sapere come funziona!