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giovedì 17 maggio 2018

STARE NEL DOLORE


Quando ci si dispone all'ascolto del proprio corpo in silenzio e senza aspettative, le tensioni latenti si manifestano e la sofferenza della mente trova spazio nella fisicità. Un momento prima il corpo sta bene e quando ci apriamo ad esso mostra segnali precisi.

Impara a stare nel dolore
senza rifiutarlo o fuggirlo.
Impara ad ascoltare il corpo
e la sua sofferenza.
Respira profondamente 
e accogli il sentire,
la fragilità che esso racchiude
è parte di te.
Una parte mai curata ed esplorata,
per paura.
Non aver timore di percepirne la forza,
non aver paura di perdere l'equilibrio illusorio
che hai costruito su fondamenta di sabbia.
Accogli il vuoto che quella parte non integrata ha creato
e poco per volta riempilo di consapevolezza.
La tensione si scioglie
in un cuore che batte in armonia con il corpo.







domenica 25 marzo 2018

SIEDITI E RESPIRA

E' primavera.
La luminosità aumenta, 
i colori si fanno brillanti,
l'aria è più tiepida
e la natura si risveglia.
Siediti e respira
la rinascita.

Come mai per tante persone è così difficile respirare in primavera? 
Il risveglio della natura è accolto con allergie, asma, occhi che bruciano, naso che cola, gola irritata ... 
Perchè il corpo reagisce al dispiegarsi della vita con tanta fatica?
L'immobilità dell'inverno lascia spazio al movimento, alla crescita, al germogliare dei semi.
Perchè il corpo vive con sofferenza il cambiamento di ritmo? Quali sono le difficoltà che mi appaiono così insormontabili da fermarmi nel disagio per non affrontarle?







sabato 20 gennaio 2018

LA TRISTEZZA NEL CORPO

Il germe della tristezza avvolge il corpo
in un gomitolo di muti pensieri.
Le spalle si incurvano,
il respiro si fa più contratto, 
lo sguardo diviene rivelatore trasparente
di un volto indurito.
Guardo i miei occhi allo specchio
e non li riconosco:
vi colgo una tristezza
che ho celato a me stessa per troppo tempo.
Osservo la tensione che trasforma il viso
in una maschera dipinta.
Lo smarrimento dei primi istanti
fa spazio ad una domanda:
"Chi sono veramente?"
L'identificazione con la tristezza
ha cancellato ogni traccia di me.
Provo a sorridere,
lo sguardo si illumina
i lineamenti si addolciscono.
Ritrovo in me la Luce che pensavo di aver smarrito.
Che ne faccio allora di tutta quella serietà?
Ora che l'ho vista,
sono libera di lasciarla andare.








lunedì 8 gennaio 2018

STARE NEL PROPRIO CORPO, SEMPLICEMENTE

Stare diviene faticoso se si è in attesa. Il presente viene fagocitato dalle aspettative e diviene inquieto.
Stare diviene faticoso quando l'agire ci fa sentire bene: esso ci riporta al vuoto che l'azione tenta di nascondere.
Stare diviene faticoso quando si pensa di non valere: il fare diviene utilità e come tale accettazione indotta. La fragilità dell'insicurezza impedisce lo stare.

Essere, semplicemente perchè lo si merita per diritto di nascita, rende dolce lo stare.
Stare è smettere di fare, è assaporare la propria unicità e bellezza ed amarla.
Stare è gioire dello spazio e del tempo che ci appartiene.

Quando lo stare è faticoso, il corpo è ingombrante: l'irrequietezza  della mente lo rende teso e nervoso.

Quando lo stare è dolce, il corpo è rilassato e leggero. Il cuore batte tranquillo, i pensieri ondeggiano senza fretta e il respiro si amplia fino a fondersi con l'universo.












martedì 2 gennaio 2018

IL VUOTO

Galleggio in assenza di gravità.
Nessuna direzione, nessun appiglio.
Il vuoto.
Pieno di possibilità.
Confusione, paura, agitazione.
Respiro e ascolto il corpo.
Una percezione di leggerezza e di pace
mi invade.
Nessuna costrizione, nessun riferimento.
La libertà.
Posso scegliere di viverla,
semplicemente.






mercoledì 27 dicembre 2017

IL VENTO SULLA PELLE

Chiudo gli occhi
e ascolto il vento sulla pelle,
le onde del mare,
il movimento delle foglie.
Il respiro deve trovare il suo ritmo,
il suo spazio,
 in armonia con la natura,
per accogliere e lasciare andare



Makunudu Island - Maldives

mercoledì 29 novembre 2017

INSICUREZZA E PAURA

Muovo un passo in avanti.
Mi volto indietro.
Avrò fatto bene?
Mi guardo intorno.
Non trovo certezze.
Avrò fatto bene?
L'insicurezza, il dubbio e la paura
mi ancorano a quel passo più del necessario.
Tornare indietro non è possibile.
Andare avanti richiede coraggio.
Stare mi rende irrequieto.
Avrò fatto bene?
Respiro profondamente,
rilascio le tensioni del corpo
e ascolto le emozioni, osservandole.
Il mio corpo sa che quel passo era necessario ed è stato fatto.
Riporto l'attenzione al presente.
Altri passi mi attendono.





martedì 3 ottobre 2017

IN RIVA AL MARE

In riva al mare
ascolto il mio corpo.
Il respiro fluisce lentamente
con il regolare infrangersi delle onde sulla battigia.
Lo sguardo si perde nella distesa blu
e il cuore si espande ad abbracciare il cielo.
Il corpo si rilascia 
e assorbe il movimento 
trasformadolo in un ritmo di vita.
In riva al mare 
ascolto il mio corpo, il mio cuore, la mia mente
assaporando l'unità:
il fluire dell'acqua e l'accoglienza del cielo e della morbida sabbia
sono dentro di me.
In riva al mare
la meraviglia della natura
risveglia la sacralità del mio essere qui ed ora.



Tirrenia - 30 settembre 2017

venerdì 12 maggio 2017

LA PAURA

La paura.
La senti scivolare dentro il tuo corpo
e gradatamente prenderne possesso.
Senti arrivare una strana agitazione
che tende i muscoli e le membra.
Percepisci un'inquietudine generalizzata
che si acuisce con l'immobilità che il corpo sembra importi.
Ti senti diviso a metà.
Da una parte la voglia di fuggire
dall'altra la curiosità ferma di osservare
e la tempesta dentro.
Nulla si impone.
Solo la tempesta sembra agire indisturbata
nel mare mosso dei pensieri.
Il corpo è la tua zattera di salvataggio.
Accogline la rigidità, il batticuore, il respiro contratto.
Sprofonda in essi con la tua attenzione.
Poco per volta il respiro si allunga,
il cuore si calma
e la tensione si alleggerisce.
E' solo paura.
L'irrazionale paura dei pensieri che allagano il sentire
e lo travolgono di emozioni ed aspettative,
portando a galla le tue più intime debolezze.
E' solo paura.
Paura di vivere il presente
e accorgerti che nulla è più forte di te
che nessun ostacolo è al di là delle tue capacità di trascenderlo.
E' solo paura.
Paura di sentire che ti stai allontanando da te stesso, 
dal tuo destino,
dalla tua vita.




lunedì 9 gennaio 2017

IRREQUIETEZZA

Ascolto il battito del mio cuore:
è più veloce del solito. 
Mi accorgo che il respiro
sembra non aver la forza di espandersi pienamente.
Forzo la respirazione 
allargando le spalle e raddrizzando la schiena: 
nel movimento realizzo la mia chiusura.
Qualcosa mi agita,
ma non riesco a focalizzare le ragioni del turbamento.
Vivo il mio corpo,
la sua irrequietezza:
mi immergo in essa 
e la mia mente vorrebbe comprendere
o fuggire lontano.
Respiro profondamente e
sento una barriera a bloccare l'espansione
e a frenare la contrazione.
Il respiro vorrebbe farsi corto e superficiale
ad accompagnare il cuore nella sua corsa
mentre la mente danza frenetica occupando lo spazio.
Consapevolezza.
Vedo, sento, ascolto, percepisco, vivo.
Qualcosa mi agita,
ma non riesco a focalizzare le ragioni del turbamento.
Lo accolgo senza identificarmi con esso.
Verrà il tempo della chiarezza.






mercoledì 4 gennaio 2017

IL RESPIRO DELL'INVERNO

Cammino per i campi sulla brina gelata.
L'aria frizzante risveglia il viso a nuove sensazioni.
Il corpo ritrova nel movimento il suo calore.
Il paesaggio sembra fisso, dormiente, in attesa
e invita all'introspezione.
Ascolto il respiro:
 il mio contatto con l'esterno.
Come mi fa sentire?
So aprirmi al gelo dell'inverno?
Restituisco con generosità il mio calore all'esterno?
Ascolto il respiro:
il mio contatto con l'interno.
Come mi fa sentire?
 Come vive il mio cuore l'immobilità e il gelo?
Riesce il suo battito a espandersi?






lunedì 19 dicembre 2016

LA DANZA DELLA NEVE

Durante l'inverno siamo più statici e il freddo esterno porta maggior tensione e rigidità nel corpo. 
I mal di schiena, le lombalgie e le cervicalgie tornano a farsi sentire e l'immobilità ne acuisce l'impatto. 
Osservando la neve, la sua leggerezza e le sue mutevoli forme non ho potuto fare a meno di pensare quanto fosse speciale la danza dei bianchi fiocchi nel cielo.
Proprio da questa osservazione è nata l'idea di proporvi la danza della neve. 
Potete accompagnare i movimenti con la musica che più vi piace o semplicemente con il silenzio. Quando la colonna sonora è pronta, fate tre profondi respiri, rilassate il corpo, prestando particolare attenzione alle tensioni che vi rimanda e lasciatevi andare alla danza. Rigidità e contratture manifestano un blocco energetico: il movimento è il modo migliore per scioglierlo; focalizzate, dunque, l'attenzione sul disagio e danzateci dentro!
Leggerezza e flessibilità vi siano compagne, fiocchi di neve in movimento!