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mercoledì 28 febbraio 2018

MI SI E' BLOCCATO IL COLLO

Non è raro con questo freddo sentire persone lamentarsi per il torcicollo,  la cervicalgia o la sinusite.
Vi siete mai chiesti come mai in alcuni momenti della vita ci ammaliamo più facilmente, mentre in altri resistiamo in salute nonostante le condizioni meteo più rigide?
A fare la differenza è il nostro stato psico-fisico.
Una condizione di equilibrio messa a dura prova, resiste agli eventi esterni se mantiene il centro pur permettendo una certa flessibilità, ragion per cui, se viviamo un periodo abbastanza sereno, le nostre energie risentiranno meno dell'effetto di agenti patogeni esterni. Se al contrario siamo tesi e preoccupati, la rigidità del tempo si sommerà alla nostra rigidità interna, allontanandoci dallo stato di equilibrio e facendo oscillare la nostra bilancia in direzione di un solo piatto. Questo disequilibrio aprirà le porte al disagio.  La malattia fisica evidenzia, quindi, qualcosa che ci appartiene e che ha radici ben più profonde di un banale colpo di freddo.
Abbiamo il collo bloccato? Stiamo guardando sempre nella stessa direzione. Questo può accadere, ad esempio, di fronte ad un problema che ci angustia. 
Abbiamo mal di testa? Pensiamo troppo e la nostra energia si è bloccata tutta nella testa!
Siamo tesi e irrigiditi? Provate a piegare un ramo secco senza romperlo se ci riuscite. 
Come guarire? Impariamo a essere più flessibili. 




mercoledì 4 gennaio 2017

IL RESPIRO DELL'INVERNO

Cammino per i campi sulla brina gelata.
L'aria frizzante risveglia il viso a nuove sensazioni.
Il corpo ritrova nel movimento il suo calore.
Il paesaggio sembra fisso, dormiente, in attesa
e invita all'introspezione.
Ascolto il respiro:
 il mio contatto con l'esterno.
Come mi fa sentire?
So aprirmi al gelo dell'inverno?
Restituisco con generosità il mio calore all'esterno?
Ascolto il respiro:
il mio contatto con l'interno.
Come mi fa sentire?
 Come vive il mio cuore l'immobilità e il gelo?
Riesce il suo battito a espandersi?






mercoledì 14 dicembre 2016

IL FREDDO NATALIZIO

In questi giorni fa particolarmente freddo. Dalle mie parti a far compagnia al freddo c'è la nebbia, ragion per cui le persone escono di casa coperte di tutto punto con giacconi pesanti, cappellini di lana, sciarpe e guanti. Una tale zavorra fa da contrasto alle corse e alla fretta che caratterizzano i giorni prenatalizi.
L' inverno ormai alle porte è un invito all'introspezione e ad una vita più ritirata e tranquilla, ma, come sempre più spesso accade, le esigenze fisiologiche del nostro corpo vengono ignorate a favore delle innumerevoli incombenze che il Natale consumistico porta con sè.
E così, l'orda dei "frenetici pinguini" imbaccuccati sciama da un negozio all'altro riempiendo vie e locali, come fosse telecomandata da un imperativo superego teso a rinnovare, momento dopo momento, l'immagine del Natale con tanto di alberi addobbati, presepi, regali, pranzi e i famigerati ritrovi familiari.
Non ci si vede nè ci si sente per mesi, ma a Natale è d'obbligo unire l'accozzaglia del parentado indossando il sorriso e calibrando le solite frasi di circostanza alla bisogna : "Come ti trovo bene! Non sei invecchiato affatto! Che splendido vestito! Che magnifico regalo! ...".
E il freddo oltre che fuori dalla finestra, lo ritroviamo nei cuori dei partecipanti alla grande sagra "A Natale puoi ... essere come non sei stato mai!". 
Nel corso dell'anno facciamo il possibile per svicolare dal parente invadente, da quello curioso, da quello giudicante, mantenendo la nostra integrità, e poi a Natale scivoliamo brutalmente sulla buccia di banana dell'educazione conformandoci ai "si deve e non si deve fare" e soccombendo alle maschere, ai non detti, ai sorrisi forzati e al respiro corto. ("In fondo è solo un giorno, ce la posso fare !"- Certo che sì, se dimentichiamo il prepartita delle 3 settimane precedenti con le sue corse e la sua frenesia e il recupero post partita!).
E così da "pinguini imbaccuccati" ci trasformiamo in "pinguini congelati". Le nostre ossa scricchiolano, le cervicalgie e le lombosciatalgie imperano e fanno da corollario a nausee, mal di stomaco e cefalee.
Poi siamo bravi a raccontarcela e giustifichiamo immediatamente i malesseri con le frasi "post circostanza": "Stare seduti tante ore a tavola è faticoso, ho mangiato troppo,  forse ho esagerato con lo spumante ...".
Il coraggio di ascoltarsi a Natale è latitante: è scappato dagli Elfi al Polo Nord a farsi due risate osservando da lontano il teatrino dell'umano natalizio due punto zero sedici. 
Babbo Natale ha un bel da fare a dispensar libri sotto l'albero in ogni casa. Gli Elfi propongono per il prossimo anno di allegare le istruzioni per l'uso. Chissà. ;-)