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mercoledì 27 luglio 2022

PARTIRE PER ANDARE LONTANO

 Partire per andare lontano sembra sempre la soluzione ai problemi, ai disagi, alle disarmonie. Come se partire potesse risolvere i sospesi, sanare i conflitti, creare soluzioni. 
La partenza è in sostanza una fuga che, come tale, può illusoriamente sollevarci dalle preoccupazioni donandoci l'impressione di stare meglio. Impressione fugace e provvisoria in quanto non risolutiva. Fuggire è una scappatoia poco fruttuosa. È un dilazionare, un negare, un distogliere l'attenzione da sé per dirigerla all'esterno. Il punto di rottura non tarderà ad arrivare, riportando il focus sul disequilibrio che deve essere gestito. Disequilibrio generato dall'instabilità del nostro essere, proiettato altrove. Ritornare al centro e osservarsi è il modo più efficace per risolverlo. La trasformazione ne è il passaggio successivo.
Cambiare ciò che non ci fa stare bene, accogliere quanto non possiamo cambiare, trasformando il sentire e affrontando fragilità e paure. 
Le situazioni in cui ci troviamo non sono mai casuali, ma causali. Per questo sono punti di partenza e non di fuga.


Feriolo - Foto di Donatella Coda Zabetta

domenica 17 luglio 2022

CAMBI DI PROSPETTIVA

 Il pensiero tende ad essere univoco. Questa caratteristica lo rende rigido e schematico. Per questo è importante esserne consapevoli. Quando affrontiamo un problema è utile scandagliarlo osservandolo da diverse prospettive. Se tendiamo a fossilizzarci sul pensiero, la prospettiva attraverso la quale lo osserviamo sarà dettata dagli schemi dell'abitudine. Proviamo allora a vivere il problema con il corpo ascoltando percezioni, sensazioni e disagi da esso generati. Il sentire potrà offrirci indicazioni importanti e svelarci molto sul nostro approccio allo stesso. Le emozioni che si celano a monte del nostro sentire emergeranno offrendoci nuove consapevolezze. Per questo è importante adottare questo passaggio e vagliare le paure e  le fragilità che dirigono i nostri pensieri indirizzandoli a ripetere schemi precostituiti. Il pensiero non basta. E' necessario sentire ed esplorare il sentire.
Per esemplificare quanto sopra faccio riferimento al libro "Leila una storia come tante". Ho riflettuto molto su come proporre dei cambi prospettiva utilizzando le parole per trasformare "Il coraggio di ascoltarsi" in una storia che potesse specchiare la nostra quotidianità.
I diversi personaggi della storia di Leila riflettono, osservano, agiscono e reagiscono in modo unico agli eventi e ognuno di loro può scatenare in noi simpatia, antipatia, rabbia, compassione, empatia... Leila è uno specchio dai molteplici riflessi. In questi riflessi possiamo ritrovarci oppure no, ma ogni passaggio è uno spunto di riflessione sul nostro stesso sentire.




martedì 8 febbraio 2022

SCOPRIRSI FRAGILE

 Qualche mese fa ho scoperto che non ero fatta tutta d'un pezzo. Quel pezzo resistente, dinamico e indipendente aveva una falla nel sistema che richiedeva la mia attenzione. A dirla tutta, ero consapevole della falla da una decina d'anni e ci stavo lavorando interiormente, ma sentivo che il processo di guarigione sarebbe dovuto approdare nel corpo fisico per completarsi.
Così, per caso, grazie al vaccino, ho scoperto un buco nella parete atriale del cuore che fino ad allora era stato asintomatico: era pericoloso e doveva essere chiuso. 
La guarigione si era spostata nel piano fisico e dovevano essere reimpostate le memorie cellulari; questa consapevolezza mi confermò di aver lavorato bene e mi diede coraggio e forza interiore per affrontare l'esperienza. 
Ero pronta a rinascere. 
Sono stati mesi intensi di meditazione, di accettazione e di trasformazione. 
Scoprirsi fragile cambia tutti gli schemi di pensiero. 
Di punto in bianco avevo bisogno di aiuto. Ero dipendente da altri. 
L'energia doveva cambiare verso: dal donare al ricevere. 
Il mio corpo necessitava di cure e attenzioni che trascendevano le mie possibilità di essere autonoma. 
Ho fatto i conti con la frustrazione, i sensi di colpa e la rabbia. A sostenermi la consapevolezza che l'accettazione della mia fragilità era un passaggio necessario per crescere.
Ho imparato la compassione, la pazienza, a stare nel presente, ad affidarmi e ho sperimentato la libertà di essere totale (sembra contraddittorio, ma non lo è affatto).
Grazie ad una profonda presa di coscienza ho ribaltato la mia vita per l'ennesima volta. "Il Coraggio di Ascoltarsi" ha segnato la via, come sempre.
Ho chiuso l'attività agricola e ho terminato gli esami del corso universitario di Scienze e Tecniche Psicologiche: nel giro di qualche mese seguirà la laurea e sarò pronta, con la concomitante fine della convalescenza post operatoria,  a sperimentare orizzonti inesplorati. 
Non ho mai rifiutato o evitato le difficoltà: ne ho sempre fatto un punto di partenza per nuovi viaggi.
Scoprirmi fragile mi ha donato completezza e libertà. 
Questi mesi sono stati faticosi, densi di impedimenti e coincidenze, dolore fisico e intuizioni. 
La vita mi ha insegnato tantissimo. Ad uno sguardo superficiale si potrebbe definire un brutto periodo, ma per me è stato una fonte inesauribile di risorse al quale sono profondamente grata.








lunedì 10 gennaio 2022

ESSERE INTEGRI

 Essere integri è una scelta consapevole che nasce dall'amore. 
Amore per la propria umanità e per la propria trascendenza.
Un cuore di carne e il suo battito.
I polmoni e il loro respiro.
Siamo totali quando siamo entrambe le cose e al di là di entrambe.
Siamo integri quando accogliamo lo scorrere della vita in noi,
consapevoli di chi siamo e della Terra a cui apparteniamo.

Quante volte lo abbiamo dimenticato?
Quante volte siamo naufragati nelle contraddizioni della parzialità?
Quante volte abbiamo detestato o bistrattato il nostro corpo?
Quante volte abbiamo trattenuto il respiro?
Quante volte abbiamo dato per scontato il battito del nostro cuore?

Essere integri è una scelta consapevole che nasce dall'amore.



domenica 9 gennaio 2022

L'INCONTRO CON LE DIFFICOLTA'

 L'incontro con le difficoltà ci destabilizza e il nostro approccio di fronte ad esse può fare la differenza.
La perdita di equilibrio può indurci a cercare di ristabilire la situazione precedente resistendo alle difficoltà oppure può congelarci nello stallo generato dall'assenza di scelta. In entrambi i casi disperderemo molte delle nostre energie.
Al contrario, se investiamo nella trasformazione e ci adattiamo alle difficoltà ritroveremo un nuovo equilibrio. Spesso a frenare questa scelta è l'illusorio tentativo di riuscire a ricreare lo stato di cose a cui eravamo abituati. Il lasciar andare ciò che è stato in favore di ciò che non si conosce è fondamentale per il nostro benessere psicofisico. 
La vita attraversa continuamente passaggi di morte e rinascita per potersi dispiegare. Il rimanere agganciati all'idea illusoria di poter controllare la vita è la zavorra peggiore che possiamo scegliere di portarci appresso.


mercoledì 22 aprile 2020

UN CORPO IN STAND-BY

Un corpo in stand-by. 
Immobile per colpa del virus, il "nemico" invisibile.
Un corpo non ascoltato e messo a tacere.

Un corpo in stand-by e una mente iperattiva.
Il disequilibrio che sta travolgendo l'uomo è molto più pericoloso di un virus.
E' la manifestazione della dissociazione corpo-mente.

Un corpo in stand-by ci rende alberi senza radici.
Vulnerabili alle intemperie, incapaci di stabilità e discernimento.
Il filtro sensoriale non limita più la mente.

Un corpo in stand-by ci rende alberi dalla chioma enorme.
Alberi spogli, i cui rami, rinsecchiti dall'assenza di linfa vitale,
si piegano ai venti della manipolazione.

Un corpo in stand-by ci allontana dalla nostra umanità
congelandoci in un inverno senza fine
proprio quando all'esterno la natura riprende a fiorire.

Un corpo in stand-by ha perso il suo ritmo
e la sua spontaneità.
Ha perso la libertà di muoversi e trasformarsi.

Un corpo in stand-by 
è la fotografia più autentica di quanto stiamo vivendo.
Ci stiamo trasformando in automi.


Questa riflessione segue quelle espresse nei seguenti post:

L'immunità di gregge

Ho paura di vivere

Il virus è dentro di noi

Donatella Coda Zabetta



Foto di LJ da Pexels




giovedì 13 dicembre 2018

FAI UNA COSA PER VOLTA E FALLA BENE

Siamo abituati a fare più cose contemporaneamente. 
Come ci riusciamo? 
Grazie agli automatismi.
Ci siamo trasformati in robot multitasking.

Siamo ancora capaci di fare una sola cosa e farla bene
concentrandoci con totalità su di essa?
Siamo in grado di mantenere un alto livello di attenzione
in modo costante e continuativo?

Ad ognuno la sua risposta
per riflettere sul proprio stato di presenza
prima di giudicare quello degli altri. 

W la consapevolezza.




mercoledì 17 ottobre 2018

MI PIEGO MA NON MI SPEZZO

Mi piego, ma non mi spezzo
di fronte alle difficoltà.
Come una canna al vento 
si flette e oscilla sotto la tempesta
il mio corpo
schiva i colpi del destino
offrendomi nuove prospettive di osservazione.
Mi piego, ma non mi spezzo
e imparo l'umiltà, la tolleranza, l'accettazione.
Mi piego, ma non mi spezzo 
perchè conosco il peso del trattenere
e la leggerezza del lasciar andare.
Mi piego, ma non mi spezzo
di fronte alle difficoltà.





lunedì 8 ottobre 2018

LE TENSIONI NEL CORPO

Capita spesso di sentirsi come una corda d'arco tesa senza freccia da scoccare. La tensione diviene un accumulo di energia potenziale che non potendosi trasformare in energia cinetica genera uno stato di rigidità sempre maggiore. 
Capita spesso di volersi muovere senza aver chiarezza sulla direzione da intraprendere. Sappiamo di dover operare una scelta, ma la confusione blocca l'azione. L'impulso a procedere è tanto forte quanto l'impossibilità di realizzarlo. Il ritmo del corpo si interrompe. Il corpo si carica di tensione e si irrigidisce in una stasi energetica che crea malessere.
Dati certi: corpo in tensione e mente iperattiva.
Cambio di prospettiva: muovi il corpo e pensa meno ;-)



Foto ad uso gratuito (CC0) - Pixabay





lunedì 18 giugno 2018

LA RETE INVISIBILE DELLE RELAZIONI

Provate ad immaginare una ragnatela universale che collega attraverso fili leggeri il nostro mondo a quello di chi ci circonda. Ogni azione del singolo vibra sull'insieme.
Ora provate ad immaginare di camminare su uno dei fili di quella grande ragnatela: stare in equilibrio non è semplice, scegliere quale snodo percorrere neanche. Eppure ogni passo determina chi siamo, il percorso che decidiamo di seguire e gli incontri lungo il cammino.
Nasciamo al centro di una ragnatela più piccola: essa può apparirci come un nido sicuro o una gabbia dorata. Allontanarsi dalla ragnatela di origine può richiedere tempo e coraggio, ma se vogliamo scoprire chi siamo  dovremo inevitabilmente creare la nostra ragnatela intessendo i fili delle nostre scelte. I legami con i fili a cui siamo legati rimarrano invisibili sempre con noi: a volte ci tratterranno, altre volte ci doneranno la forza di proseguire, ma non possiamo ignorarli senza perdere consapevolezza. Ogni filo ha un significato profondo nella nostra vita perchè stimola in noi la trasformazione. Ci saranno sempre fili che ci appariranno essenziali e altri che ci sembreranno vincolanti: la percezione dipenderà dal nostro modo di osservarli e viverli.
Quando la consapevolezza che i  fili  che noi stessi decideremo di tessere saranno gli unici a fare la differenza nel nostro percorso, saremo liberi di essere creatori del disegno universale a cui apparteniamo.





lunedì 4 giugno 2018

INVECCHIARE CON IL PROPRIO CORPO

Quando ci guardiamo allo specchio, l'immagine che esso ci rimanda può scatenare in noi emozioni e sensazioni molto diverse. Ci sono giorni in cui ci vediamo in forma, giorni in cui ci sentiamo degli zerbini usati, altri in cui siamo ipercritici verso noi stessi e ogni piccola imperfezione ci appare gigante, altri in cui ci vediamo perfino belli. 
Osservando il nostro sguardo possiamo riconoscerci e sentirci a casa oppure scorgervi emozioni così intense (tristezza, rabbia ...) da destabilizzarci.  A volte possiamo guardarci e vivere un senso di estraneità nei confronti di quegli occhi che pur appartenendoci ci appaiono così lontani.
Eppure siamo sempre noi: a fare la differenza è come ci osserviamo.
Se siamo di cattivo umore o arrabbiati tutto sarà in salita. Se viviamo male il fatto di invecchiare ogni piccola ruga si trasformerà in una valle di lacrime. Se siamo in salute, il tempo è bello e le cose girano per il verso giusto sapremo anche passare sopra alle occhiaie e trovare carino quel tocco di  vissuto che rende affascinante il nostro splendido viso.
E' buffo se ci pensate. 
Immaginiamo un'intera parure di occhiali dalle lenti colorate: ogni mattina ci alziamo, scegliamo un paio di occhiali e la nostra giornata sarà rosa, azzurro cielo, marrone, nera ... 
E proprio mentre noi indosseremo le lenti colorate, il nostro corpo sospirerà consapevole del lamento più o meno serrato della giornata. Il cuore gli darà una pacca sulla spalla e sorridendo ammiccherà alla mente che fa le flessioni per prepararsi a sparare a zero sulla crocerossa.
Considerando che le lenti chiare sono rare e fuori moda, non possiamo lamentarci se il nostro corpo ogni tanto si prende una vacanza e si ammala. 

"Convivere con dei brontoloni lamentosi non è semplice  e alla distanza è inevitabile portarne i segni." Firmato il tuo corpo.




mercoledì 30 maggio 2018

L'ANARCHIA DEL CORPO

Proviamo a immaginare
un corpo in anarchia.
La testa tra le nuvole 
insegue il sogno dell'illusione,
mentre la gamba sinistra va a sinistra,
 la gamba destra va a destra,
e i fianchi tengono a dura forza la posizione.
Lo stomaco è in subbuglio,
l'intestino è agitato,
il cuore, chiuso in una gabbia, batte a rilento.
Il braccio destro insegue l'indice puntato,
 il braccio sinistro scherma i colpi di ritorno
e le spalle curve subiscono in silenzio.
Il collo irrigidito 
sostiene uno sguardo allucinato
mentre la bocca parla, parla e non si ferma più
tanto che le orecchie hanno smesso di ascoltare.
Proviamo a immaginare 
un corpo in anarchia.
E ora guardiamo al mondo che ci circonda.
Siamo in grado di definire dove finisce l'uno e inizia l'altro?








giovedì 17 maggio 2018

STARE NEL DOLORE


Quando ci si dispone all'ascolto del proprio corpo in silenzio e senza aspettative, le tensioni latenti si manifestano e la sofferenza della mente trova spazio nella fisicità. Un momento prima il corpo sta bene e quando ci apriamo ad esso mostra segnali precisi.

Impara a stare nel dolore
senza rifiutarlo o fuggirlo.
Impara ad ascoltare il corpo
e la sua sofferenza.
Respira profondamente 
e accogli il sentire,
la fragilità che esso racchiude
è parte di te.
Una parte mai curata ed esplorata,
per paura.
Non aver timore di percepirne la forza,
non aver paura di perdere l'equilibrio illusorio
che hai costruito su fondamenta di sabbia.
Accogli il vuoto che quella parte non integrata ha creato
e poco per volta riempilo di consapevolezza.
La tensione si scioglie
in un cuore che batte in armonia con il corpo.







mercoledì 28 febbraio 2018

MI SI E' BLOCCATO IL COLLO

Non è raro con questo freddo sentire persone lamentarsi per il torcicollo,  la cervicalgia o la sinusite.
Vi siete mai chiesti come mai in alcuni momenti della vita ci ammaliamo più facilmente, mentre in altri resistiamo in salute nonostante le condizioni meteo più rigide?
A fare la differenza è il nostro stato psico-fisico.
Una condizione di equilibrio messa a dura prova, resiste agli eventi esterni se mantiene il centro pur permettendo una certa flessibilità, ragion per cui, se viviamo un periodo abbastanza sereno, le nostre energie risentiranno meno dell'effetto di agenti patogeni esterni. Se al contrario siamo tesi e preoccupati, la rigidità del tempo si sommerà alla nostra rigidità interna, allontanandoci dallo stato di equilibrio e facendo oscillare la nostra bilancia in direzione di un solo piatto. Questo disequilibrio aprirà le porte al disagio.  La malattia fisica evidenzia, quindi, qualcosa che ci appartiene e che ha radici ben più profonde di un banale colpo di freddo.
Abbiamo il collo bloccato? Stiamo guardando sempre nella stessa direzione. Questo può accadere, ad esempio, di fronte ad un problema che ci angustia. 
Abbiamo mal di testa? Pensiamo troppo e la nostra energia si è bloccata tutta nella testa!
Siamo tesi e irrigiditi? Provate a piegare un ramo secco senza romperlo se ci riuscite. 
Come guarire? Impariamo a essere più flessibili. 




domenica 11 febbraio 2018

LA SABBIA TRA LE MANI

Avete mai provato la sensazione della sabbia tra le mani? Essa non può essere trattenuta e scivola via. Per quanto ci si sforzi, il risultato non cambia. 
Non è la stessa sensazione che proviamo quando vorremmo trattenere qualcosa nella nostra vita e non ci è dato poterlo fare? Cosa scatena in noi la sabbia tra le mani?
Questa percezione scatena in noi un mare di emozioni: rabbia, senso di impotenza e frustrazione, sfiducia, delusione. 
Il nostro corpo si raggomitola su se stesso e si irrigidisce, acuendo ancor  più l'atteggiamento di chiusura che ci pervade.
E più tentiamo di forzare gli eventi, maggiore è la tensione che accumuliamo.
La mente ha facile gioco su un corpo sempre più bloccato e invade ogni cellula di pensieri ed emozioni, rendendoci difficile uscire dal tunnel buio dell'assenza di fiducia.

E se il fatto che la sabbia ci scivoli tra le mani fosse una benedizione? Mai che ci venga da pensarlo.
Siamo talmente focalizzati sulla percezione della perdita da non vedere altro.
In questi momenti, l'atteggiamento migliore è la resa, unitamente all'osservazione consapevole.
Difficile a realizzarsi a livello mentale, ma non fisicamente.
Il corpo è teso e accartocciato? Rilassiamolo e distendiamolo. 
Il corpo è bloccato? Agiamo, facendo qualcosa di pratico come una passeggiata.
Il corpo è invaso dai pensieri? Focalizziamoci su qualcosa che ci piace come la musica, il disegno, il giardinaggio... non possiamo fermare le rimuginazioni, ma è in nostro potere direzionare l'attenzione altrove.
A volte, sono sufficienti alcuni semplici accorgimenti per tornare ad una dimensione di oggettività.










venerdì 12 gennaio 2018

I SOGNI NEL CORPO

Vi è mai capitato di vivere un sogno con tale intensità da percepirne la tensione nel corpo al risveglio?
I sogni sono porte aperte sulla nostra interiorità più profonda e svelano in modo simbolico ciò che siamo pronti ad elaborare. A volte, i sogni sono così diretti da lasciarci spiazzati di fronte al loro ricordo per via delle mille implicazioni che sono in grado di scatenare se li esaminiamo con consapevolezza.
Quando l'elaborazione si prospetta faticosa, sciogliere la tensione nel corpo dedicandosi ad attività rilassanti e piacevoli è molto liberatorio. Questa scelta è sinonimo di apertura e spesso produce intuizioni fulminee e comprensioni inaspettate.