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venerdì 26 aprile 2019

IL CORPO E GLI STRAPAZZI

Il nostro corpo è paziente e flessibile. Si allarga fiducioso con i nostri strapazzi  e si stringe oltre ogni limite in seguito a diete allucinanti. La sua proverbiale pazienza resiste alla nostra mancanza di rispetto nei suoi confronti fino al cedimento strutturale. Il corpo ci lancia qualche educato segnale nel frattempo e a seguito della nostra noncuranza azzarda qualche dardo infuocato per attirare la nostra attenzione. Spesso senza ottenere alcun risultato. Al che si rompe anche lui, in tutti i sensi.
Abbiamo dimenticato la priorità del rispetto verso noi stessi, il nostro corpo, gli altri.
E in un mondo di strapazzi, di dardi infuocati e di parole a vanvera assistiamo inerti alla graduale distruzione della bellezza.

Oggi post polemico. Permettetemelo. Ogni tanto devo dar voce alla tristezza.






mercoledì 24 aprile 2019

TRA TERRA E CIELO

Oscillo tra terra e cielo
cercando equilibrio.
I piedi si trasformano in solide radici
mentre il cuore vola leggero
verso orizzonti inesplorati.
Le aspirazioni dell'anima 
incontrano il corpo
nella riscoperta della bellezza in tutte le sue forme.
L'azione ondeggia tra alto e basso
ritrovando nel centro la sua manifestazione.
Un centro terreno
con ali di luce.





lunedì 8 gennaio 2018

STARE NEL PROPRIO CORPO, SEMPLICEMENTE

Stare diviene faticoso se si è in attesa. Il presente viene fagocitato dalle aspettative e diviene inquieto.
Stare diviene faticoso quando l'agire ci fa sentire bene: esso ci riporta al vuoto che l'azione tenta di nascondere.
Stare diviene faticoso quando si pensa di non valere: il fare diviene utilità e come tale accettazione indotta. La fragilità dell'insicurezza impedisce lo stare.

Essere, semplicemente perchè lo si merita per diritto di nascita, rende dolce lo stare.
Stare è smettere di fare, è assaporare la propria unicità e bellezza ed amarla.
Stare è gioire dello spazio e del tempo che ci appartiene.

Quando lo stare è faticoso, il corpo è ingombrante: l'irrequietezza  della mente lo rende teso e nervoso.

Quando lo stare è dolce, il corpo è rilassato e leggero. Il cuore batte tranquillo, i pensieri ondeggiano senza fretta e il respiro si amplia fino a fondersi con l'universo.












mercoledì 25 ottobre 2017

QUANDO TI SENTI UNO STRACCIO

Capitano quei giorni. Quelli in cui ti alzi al mattino e ti sembra di aver lavato pavimenti per anni. Quei giorni in cui brancoli alla ricerca di energia e trovi solo i pezzi di te stesso sparpagliati al suolo. Quei giorni in cui il tuo corpo urla pietà senza ritegno e ti rimanda senza mezzi termini che se abbandoni il letto entrerà in sciopero mostrando i cartelli di dolori che mai avresti pensato di provare. Quei giorni in cui ti guardi allo specchio e riconosci la tua immortalità; la pelle stropicciata, gli occhi gonfi e le occhiaie potrebbero facilmente svelare i tuoi 220 anni o giù di lì. Quei giorni in cui vorresti scappare il più lontano possibile da qualsiasi stimolo esterno. Quei giorni in cui ti senti semplicemente da buttare via.

Proprio quei giorni. Quelli dell'impasse. E che impasse... impassibile.

Sono quelli i giorni in cui ti rendi conto che qualcosa non va. Quei giorni in cui l'immobilità esterna ti mostra l'immobilità interna alla quale stai dando forza. Quei giorni in cui permetti alla stanchezza del  passato di definire il tuo presente. Quei giorni in cui dimentichi la bellezza di quanto hai vissuto e ne ricordi solamente la fatica. Quei giorni in cui la mente ti profila all'orizzonte secoli di sofferenze e tu non hai la forza di zittirla e far spazio al cuore. Quei giorni in cui rinunci al tuo potere di scelta per soccombere all'abitudine di un ruolo. Quei giorni in cui la fiducia sembra svaporare con l'alba.

Proprio quei giorni. Quei giorni così preziosi per sentirsi vivi. Quelli della trasformazione.