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giovedì 22 marzo 2018

COME FUNZIONI?

Ti sei mai chiesto come funzioni? 
Come funziona il tuo corpo?  Come funziona la tua mente?
Come funzioni quando sei solo?
Sei teso o rilassato?
Come funzioni quando ti relazioni?
Sei aperto o in chiusura?
Come funzioni di fronte ad una scelta?
Sei deciso o insicuro?
Come funzioni quando ti innamori?
E quando sei arrabbiato?
E quando sei stanco?
Come funzioni quando hai riposato bene?
E quando fai le cose che ti piacciono?
E quando fai le cose che non ti piacciono?
Come funzioni quando vorresti fuggire lontano?
E come funzioni quando ti senti bloccato?

Il tuo funzionamento definisce il modo in cui vivi:
è un specchio fedele delle tue dinamiche mentali, delle tue paure,
della tua forza interiore.
Il tuo funzionamento sei tu nel mondo.

Ti sei mai chiesto come funzioni?




mercoledì 20 dicembre 2017

LA LONTANANZA

Ci sono momenti in cui lontananza e distacco divengono prioritari per ascoltarsi al di là di tutto il rumore di fondo che sempre ci avvolge. Soprattutto quando si vive un periodo faticoso diviene quanto mai importante potersi ritagliare degli spazi di silenzio ed intimità. La lontananza da tutto è vicinanza a se stessi, è accoglienza e comprensione del vissuto, è apertura al sentire, quello più profondo che ha radice in noi e non è modificato dalla quotidianità. 
Personalmente amo questi momenti, ma spesso incontro persone a cui gli stessi momenti creano disagio. Il disagio di trovarsi soli e non piacersi, di doversi confrontare con le proprie paure, insicurezze, emozioni e debolezze. Un disagio destabilizzante che trasforma la solitudine in sofferenza e stimola la fuga verso il rumore. Un disagio invisibile e pesante come una valigia mai aperta, ma sempre al seguito. Un disagio ingombrante e voluminoso che si sceglie di non vedere.
A Natale mi piacerebbe che sotto l'albero ognuno di noi potesse trovare una bacchetta magica composta di coraggio e forza interiore, un paio di lenti luminose per sciogliere anche le ombre più buie, un caldo abbraccio ad alleggerire la sofferenza, una pastiglia di fiducia, di quelle in grado di farci guardare alla vita osservandone la pienezza e non le mancanze, un sorriso per non perdersi mai e un retino acchiappa priorità che lasci scorrere via le tante cose che tratteniamo per paura.
E per ultimo, insieme al fiocco, un prezioso momento di intimità per ritrovarsi e volersi bene per come si è.




venerdì 3 novembre 2017

FORZA FISICA E FORZA INTERIORE

La forza dentro di noi è un seme che va coltivato.

Oggi vorrei riflettere su queste parole, partendo dalla fisicità. 
Ci sentiamo forti quando il nostro corpo risponde con flessibilità e prontezza alle nostre richieste. Naturalmente un buon tono muscolare è frutto di un allenamento regolare. Nessuno di noi nasce atletico, ma ognuno di noi, rispettando il proprio corpo e la sua elasticità, può migliorarne la  forma fisica con una pratica costante. Un'immobilità prolungata del corpo si manifesta con rigidità e blocchi che solo un movimento lento e graduale può sciogliere. A seguito di queste considerazioni, possiamo identificare la forza fisica come una potenzialità che adeguatamente sviluppata renderà il nostro corpo pronto a rispondere alle nostre esigenze. 
Questo significa poter contare sul proprio corpo nel rispetto della propria unicità. 
Per iniziare a divenire consapevoli del nostro stato fisico, la pratica suggerita dal volume IL RITMO DEL CORPO rappresenta uno strumento efficace ed accessibile a tutti. 

Allo stesso modo esiste una forza interiore che appartiene a ciascuno di noi e va sviluppata allo stesso modo. Non si nasce forti, ma lo si diventa imparando ad affrontare le difficoltà e le prove della vita con fiducia e sicurezza in se stessi. Siamo soliti definire le persone tutte d'un pezzo come persone forti: qui vorrei stimolare una riflessione sulla differenza tra forza e rigidità. La forza è flessibile e non presuppone una resistenza ad oltranza di fronte agli eventi, ma l'essere resilienti di fronte ad essi ( per approfondire il concetto di  Resilienza ). La rigidità, al contrario, ci trasforma in un blocco di marmo capace di resistere fintanto che non intervengono situazioni in grado di disgregarlo (in quel momento la "forza rigidità" collassa nella debolezza che ha tentato inutilmente di proteggere). 
A parole sembre tutto molto semplice, ma la pratica è tutt'altra cosa. Forse per via di una visione che identifica le debolezze e le paure in assenza di forza e ci induce a rifiutarle o a nasconderle persino a noi stessi. Il volume IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI propone di guardare alle cose cambiando prospettiva e stimola un percorso di accettazione consapevole; ne propongo un estratto:

"Le debolezze dell'essere non devono essere giudicate, ma accettate come parte di noi.
Il rifiuto o il contrasto non aiutano in alcun modo ad elaborarne il significato,
esplicitato nell'insegnamento che dobbiamo imparare per la nostra crescita evolutiva.
La via di fuga è solitamente il percorso più battuto, 
ma, inevitabilmente, non farà che rimandare lo scontro con le stesse debolezze nel tempo.
La nostra più importante lezione evolutiva è proprio racchiusa nelle nostre debolezze, 
e la loro accettazione,
volta al superamento delle stesse,
è un primo passaggio verso un'ascesa spirituale di rilievo."