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giovedì 13 settembre 2018

IL CORPO HA BISOGNO DI ATTENZIONI

Spesso siamo così centrati sugli impegni da portare a termine, sulle relazioni e su tutto ciò che ci circonda da sottoporre il nostro corpo a sforzi logoranti e continuativi. Avvertiamo con disappunto un'atavica stanchezza e la viviamo come un intralcio alla nostra efficienza.  
Costringiamo il nostro corpo a soffrire in silenzio, esaurendone, giorno dopo giorno, le energie. 
Il corpo, dal canto suo, emette segnali forti e chiari (mal di testa, mal di stomaco, sonnolenza o insonnia, dolori...), ma finchè possiamo permettercelo li ignoriamo, costringendolo a urlare più forte per fermarci.
Il corpo ha bisogno di attenzione, cura, coccole, riposo, esercizio e corretta alimentazione su base regolare, altrimenti si ammala. 
Non ci sogneremmo mai di usare una macchina con il serbatoio vuoto, ma siamo convinti di poterlo fare con il nostro corpo. Beata inconsapevolezza.

Oggi propongo la giornata delle coccole. Il tempo per attività piacevoli e riposo è d'obbligo.






martedì 21 novembre 2017

IL TEMPO NEL CORPO

Ascolto il corpo.
I bisogni fisiologici scandiscono il tempo:
riposo, nutrizione, esercizio, amore, rilassamento, bagno.
I bisogni della mente
riducono, ritagliano, costringono e restringono quel tempo.
Ascolto il corpo
e la sua ribellione.
Faccio finta di niente:
mi ammalo.
Accolgo i segnali della rivolta:
imbriglio la mente e la metto al servizio del corpo.
Convivere e stare bene con il proprio corpo è possibile
quando c'è rispetto.








lunedì 30 ottobre 2017

QUANDO IL CORPO BRONTOLA

Quando il corpo brontola, non lo fa mai invano. Ogni malessere ha sempre origine da un disagio più profondo che non ci permette di vivere con serenità. 
Tendiamo spesso ad ignorare i segnali che il corpo ci invia fintanto che non divengono un impedimento evidente a ostacolare la nostra quotidianità. A questo punto possiamo esser certi che il corpo avrà accumulato un numero di disagi proporzionale alla nostra forza di resistenza e quando ci bloccherà, saremo a pezzi (o quasi). Ci ritroveremo così per le mani il famoso corpo cipolla: risolvi un problema e te ne ritrovi subito davanti un altro. Armarsi di sana pazienza senza arrabbiarsi è l'approccio migliore: la nostra resistenza deve trasformarsi in coccole, attenzioni e riposo. D'altro canto, è importante assumersi le proprie responsabilità: il corpo non è un nemico che ci odia nè un robot indistruttibile, ma lo specchio di quello che siamo. E se il corpo non ci piace sono guai, in quanto non si può fuggire da se stessi ed è insano iniziare una battaglia contro se stessi, in quanto il vinto e il vincitore coincidono e siamo solo e sempre noi.
Per la medicina cinese tradizionale il medico non era colui che curava la malattia, ma colui che manteneva in salute il paziente: da questa capacità dipendeva la sua bravura. Abbiamo un po' perso di vista questa prospettiva, ma credo sia importante rivalutarla soprattutto per lo stile di vita ed i ritmi frenetici a cui siamo regolarmente sottoposti. Riposo, esercizio e sana alimentazione raramente sono elementi prioritari nella nostra vita e le conseguenze sono visibili a tutti.
Naturalmente uscire dal conformismo di una vita in corsa richiede disciplina e sacrificio, ma è sempre possibile farlo. Determinante risulta il volerlo fare. 
Nel volume IL RITMO DEL CORPO ho cercato di proporre una possibilità di trasformazione che non richiedesse uno sforzo inadatto alla quotidianità (si tratta di dedicare anche solo 10 minuti o una mezz'oretta al giorno alla pratica), ma che risultasse efficace nel riportare l'attenzione al corpo e ai suoi bisogni grazie all'ascolto e alla consapevolezza.
Non si conquistano le vette correndo in discesa, a volte è bene ricordarlo.





martedì 11 aprile 2017

IL POTERE DELLA MALATTIA

"L'uomo si ammala sempre a causa del potere, che un tempo veniva vissuto in modo più evidente e diretto e oggi si presenta in forme più raffinate: è però sempre il potere quello che tormenta l'uomo. Ogni "io voglio, io desidero" è espressione della brama di potere.
Una delle tecniche attuali più frequenti per esercitare il potere è la malattia. La malattia garantisce oggi al singolo uno spazio libero e non criticabile per i suoi inconsci desideri di potere. E' questo il motivo per cui i malati in realtà non desiderano affatto liberarsi delle loro malattie. I malati dal canto loro negano tutto questo, affermando di aver tentato il possibile per riacquistare la salute. Ma si tratta di alibi! E' ovvio che il malato crede di voler guarire, e questo avviene solo perchè la motivazione della sua malattia non gli è ancora chiara. Una volta che deve decidere tra la malattia e la rinuncia al potere, la scelta è in genere molto difficile.
Il potere è affermazione dell'io, è il tentativo di non sottomersi a regole, di imporre agli altri la propria volontà."



Spiazzante riflessione quella di Dethlefsen. 
Chi non ha mai incontrato l'ipocondriaco per eccellenza?
Chi non ha mai vissuto, almeno una volta, la malattia come l'inderogabile possibilità di staccare la spina?
Chi non è mai oscillato, almeno una volta, da un malessere all'altro per scappare da una situazione o per evitare di assumersi qualche responsabilità?
Il corpo ci rimanda sempre con estrema chiarezza la sofferenza emotiva generata dalla rinuncia al proprio potere personale o scatenata dal tentativo fallito di espanderlo oltre i propri confini individuali.