martedì 12 febbraio 2019

A PASSI LIEVI SULLA NEVE

Avete mai provato a camminare sulla neve fresca dopo un'abbondante nevicata? In superficie si forma un piccolo strato ghiacciato, ma quando questo si rompe, la gamba affonda facilmente fino al polpaccio.
Stamattina, pensando ad un post, mi è arrivata questa immagine e ho subito pensato alla leggerezza e di rimando alla vita. Quando viviamo con leggerezza, nulla ci appartiene veramente e possiamo godere della bellezza del viaggio. Quando viviamo cercando sicurezza ad ogni passo, affondiamo, ci areniamo e con grande fatica riusciamo a compiere un nuovo passo.
Il percorso non cambia, ma varia il nostro modo di affrontarlo.





domenica 3 febbraio 2019

FARE UN PASSO

Sono fermo. 
Mi guardo intorno e potrei fare mille cose.
Prendo consapevolezza del mio stare.
Colgo in esso i semi dell'abitudine.
Ascolto in me il germe dell'insoddisfazione e della paura.
Paura a rimettermi in gioco, a fare salti in territori inesplorati.
La paura mi frena e mi zavorra.
Sono fermo.
Vorrei cambiare, ma ho paura
a scommettere su di me.
Fermi si sta comodi,
ci si lascia vivere nel proprio bozzolo di stabilità.
Si sopravvive osservando il movimento del mondo.
Un mondo che rotola, gira, cade, si rialza, affonda senza sosta.
Sono fermo
e a forza di guardare il mondo che gira,
mi gira la testa.
Meglio stare fermi e accontentarsi.
Niente scossoni, niente rischi.
"E tutta la vita gira infinita
senza un perchè..."





"LEI PENSA CHE IL MONDO NON SIA SOLO QUESTO"

martedì 29 gennaio 2019

L'ABITUDINE ALLA MEDIOCRITA'

Stare in piedi è qualcosa che facciamo abitualmente,
senza pensarci.
Non ci soffermiamo a sentire il corpo e le sue tensioni,
la sua stabilità e le sue insicurezze.
Allo stesso modo affrontiamo la vita
stando in piedi per abitudine
recuperando l'equilibrio automaticamente
e muovendoci in fretta.
Rallentare è difficile perchè se lo facessimo
potremmo renderci conto che
non siamo più capaci di stare a piedi uniti
o di compiere anche solo un piccolo passo lentamente.
Saltiamo da un posto all'altro senza fermarci
per non sentire, per non ascoltare
che a volte il terreno ci manca da sotto i piedi
 e che a volte non sappiamo bene dove andare.
L'abitudine alla mediocrità
è la più grande illusione di stabilità
a cui possiamo tendere.

www.ildiamantearcobaleno.com


Foto Donatella Coda Zabetta
Reggia di Venaria Reale



martedì 22 gennaio 2019

CORPI PIETRIFICATI

Corpi pietrificati
si muovono frenetici
inconsapevoli di loro stessi.
Si appesantiscono,
si ancorano ai loro posti sicuri
li difendono da altri corpi sempre più ingombranti.
Lo spazio è potere
e il tempo è denaro.
La massificazione delle coscienze
in un informe delirio collettivo
si inalbera.
Le maglie dell'antica rete
si spezzano, si sfilacciano, si disgregano
creando vuoti d'anima.
Corpi pietrificati
si muovono frenetici
inconsapevoli di loro stessi.




sabato 12 gennaio 2019

UNA SANA RISATA

Mi ascolto:
c'è poco spazio per la leggerezza in me.
Mi guardo intorno:
vedo la stessa serietà nei tanti volti che quotidianamento incontro.
Raramente si osservano sorrisi,
si ode il fragrore di una sana risata,
di quelle da lacrime agli occhi, contagiose.
Il nostro corpo ha fatto della tensione il suo abito in bianco e nero,
della rigidità il suo cappello a strisce.
Nei nostri passi affrettati non ci sono sfumature di colore,
nei nostri comportamenti e nelle nostre corazze 
ci sono spine.
Si sono perse le rose.
Anche i bambini hanno smesso di ridere di gusto con l'età:
la serietà del mondo adulto mette le sue radici precocemente.
E quando osservi il sorriso sdentato di un neonato
gli occhi ricordano quello che la bocca ha dimenticato
e ti perdi in esso.
Ti lasci andare alla bellezza del cuore,
pronunci paroline dolci e ricambi quel sorriso.
E' un attimo.
Un attimo di libertà.
Ti rendi conto che,
 camminando nella vita,
ti sei rinchiuso in una prigione di serietà, giudizi, controllo.
Hai le chiavi in tasca,
ma hai paura ad aprire la porta della tua prigione
perchè potresti ridere a crepapelle,
ma anche piangere senza smettere mai.
Hai le chiavi in tasca
e il terrore di essere libero.








lunedì 7 gennaio 2019

IL CORPO

Ascolto il mio corpo.
La sua stanchezza e la sua forza
in equilibrio.
Imparo a fermarmi.
Ascolto il mio corpo.
La sua pesantezza e la sua energia
in equilibrio.
Imparo ad alimentarmi.
Ascolto il mio corpo.
Il suo bisogno di contatto.
Imparo ad accogliere e donare amore.
Ascolto il mio corpo.
Lui mi parla di me.
Imparo a conoscermi.






lunedì 31 dicembre 2018

L'ULTIMA PAGINA DEL 2018

Oggi scriviamo l'ultima pagina del nostro quaderno 2018.

Sfogliandolo, 
leggiamo con gioia 
i momenti belli che hanno rallegrato la nostra vita
e con tristezza 
quelli di dolore che hanno fermato il nostro tempo.
Sorridiamo
osservando i sogni che siamo riusciti a realizzare
e le difficoltà che abbiamo trovato il coraggio di superare.
Nel nostro quaderno
ci sono fogli sgualciti dalle lacrime
 fogli leggeri,
fogli densi e significativi.
Ogni foglio ci appartiene
ogni foglio racchiude una parte di noi.

Stanotte lo riporremo nel cassetto
degli anni passati
insieme alla nostra storia già vissuta.

Un quaderno nuovo ci aspetta:
sulla copertina porta scritto 2019
e ha 365 fogli bianchi da completare.

Abbiamo imparato con il tempo 
che nessun foglio può essere strappato nè riscritto.
Per questo
teniamo da conto ogni singolo foglio bianco 
e viviamolo con intensità e pienamente
senza pensare ai fogli già scritti
nè a quelli che scriveremo.
Solo così,
quando lo sfoglieremo tra un anno
potremo riporlo nel cassetto
degli anni passati
senza rimpianti.

Auguro a tutti i miei lettori
un quaderno ricco di storie e di avventure
di sogni realizzati e da realizzare.
Auguro a ognuno di voi
di vivere il presente con intensità e coraggio
con la consapevolezza
che nulla dura per sempre,
neanche il dolore.