sabato 12 gennaio 2019

UNA SANA RISATA

Mi ascolto:
c'è poco spazio per la leggerezza in me.
Mi guardo intorno:
vedo la stessa serietà nei tanti volti che quotidianamento incontro.
Raramente si osservano sorrisi,
si ode il fragrore di una sana risata,
di quelle da lacrime agli occhi, contagiose.
Il nostro corpo ha fatto della tensione il suo abito in bianco e nero,
della rigidità il suo cappello a strisce.
Nei nostri passi affrettati non ci sono sfumature di colore,
nei nostri comportamenti e nelle nostre corazze 
ci sono spine.
Si sono perse le rose.
Anche i bambini hanno smesso di ridere di gusto con l'età:
la serietà del mondo adulto mette le sue radici precocemente.
E quando osservi il sorriso sdentato di un neonato
gli occhi ricordano quello che la bocca ha dimenticato
e ti perdi in esso.
Ti lasci andare alla bellezza del cuore,
pronunci paroline dolci e ricambi quel sorriso.
E' un attimo.
Un attimo di libertà.
Ti rendi conto che,
 camminando nella vita,
ti sei rinchiuso in una prigione di serietà, giudizi, controllo.
Hai le chiavi in tasca,
ma hai paura ad aprire la porta della tua prigione
perchè potresti ridere a crepapelle,
ma anche piangere senza smettere mai.
Hai le chiavi in tasca
e il terrore di essere libero.








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