mercoledì 17 ottobre 2018

MI PIEGO MA NON MI SPEZZO

Mi piego, ma non mi spezzo
di fronte alle difficoltà.
Come una canna al vento 
si flette e oscilla sotto la tempesta
il mio corpo
schiva i colpi del destino
offrendomi nuove prospettive di osservazione.
Mi piego, ma non mi spezzo
e imparo l'umiltà, la tolleranza, l'accettazione.
Mi piego, ma non mi spezzo 
perchè conosco il peso del trattenere
e la leggerezza del lasciar andare.
Mi piego, ma non mi spezzo
di fronte alle difficoltà.





giovedì 11 ottobre 2018

IL MIO RITMO E' UN'ALTALENA

Quante volte ci capita di correre come forsennati?
E quante volte ci capita di sentirci così stanchi da non riuscire ad alzarci dal letto?
Un ritmo fuori equilibrio
sottopone il corpo
ad un'altalena di alti e bassi.
Un giorno sto benissimo
e due giorni dopo sono una larva.
Sentirsi dei supereroi
è assai gratificante,
 di rimando fare i conti con la propria umanità
è assai deprimente.
La mente non lascia spazio alla libertà:
 ci spinge a strafare
ignorando i limiti del nostro benessere psicofisico
e poi abbatte il nostro ego come un missile terra-aria
quando molliamo la presa per sfinimento.
Perchè è così difficile essere se stessi
con semplicità?
Perchè è così doloroso riconoscere i propri limiti?
Perchè è tremendamente faticoso lasciar andare le aspettative
che nutriamo su noi stessi?
Perchè ci piace così tanto andare in altalena?
Se lo facciamo per gioco è divertente,
ma se l'oscillazione tra alti e bassi 
diviene uno stile di vita 
il prezzo che paghiamo per mantenerci in movimento
è altissimo.
Eppure scendere dall'altalena
ci fa paura.
Potremmo realizzare le nostre difficoltà a riconoscerci 
al di là delle maschere
che abitualmente indossiamo.






lunedì 8 ottobre 2018

LE TENSIONI NEL CORPO

Capita spesso di sentirsi come una corda d'arco tesa senza freccia da scoccare. La tensione diviene un accumulo di energia potenziale che non potendosi trasformare in energia cinetica genera uno stato di rigidità sempre maggiore. 
Capita spesso di volersi muovere senza aver chiarezza sulla direzione da intraprendere. Sappiamo di dover operare una scelta, ma la confusione blocca l'azione. L'impulso a procedere è tanto forte quanto l'impossibilità di realizzarlo. Il ritmo del corpo si interrompe. Il corpo si carica di tensione e si irrigidisce in una stasi energetica che crea malessere.
Dati certi: corpo in tensione e mente iperattiva.
Cambio di prospettiva: muovi il corpo e pensa meno ;-)



Foto ad uso gratuito (CC0) - Pixabay





martedì 2 ottobre 2018

I PRIMI BRIVIDI AUTUNNALI

L'alba ci accoglie con la sua aria più fresca.
Il cambio di stagione si sente nel corpo.
I primi brividi autunnali
ci preparano alla trasformazione
interiore ed esteriore.
La natura con i suoi colori
saluta l'estate
e il bisogno di raccoglimento si fa strada in noi
aprendo le porte all'ascolto.
Questa lunga estate
ci ha visti seminare, coltivare e raccogliere.
Ora è tempo di integrare le esperienze vissute
lasciando andare ciò che non serve più.



Foto Donatella Coda Zabetta






lunedì 1 ottobre 2018

APRO LE MANI AL LASCIAR ANDARE

Apro le mani al lasciar andare.
Rilasso le braccia e le libero dal trattenere.
Sciolgo le spalle e imparo a stare nel qui e ora
senza aspettative nè obiettivi da raggiungere.
Distendo la schiena
e nel movimento ritrovo flessibilità.
Ascolto le gambe, le ginocchia e i piedi:
nel contatto con la terra ritrovo il mio equilibrio.
Lo sguardo si volge all'interno
e il lasciar andare mi è dolce
nella colorata cornice autunnale.





mercoledì 26 settembre 2018

IL RISPETTO CONFORMISTA SI MATERIALIZZA

Oggi non resisto a trasformare in parole l'immagine che mi è balzata in testa a seguito del post pubblicato sull'altro mio blog e intitolato "RISPETTO CONFORMISTA" (il link di seguito: https://ilcoraggiodiascoltarsi.blogspot.com/2018/09/rispetto-conformista.html).

L'immagine è questa. 

Cammino per strada. Da lontano adocchio una persona che mi sta particolarmente scomoda. La prima reazione è fare finta di non vederla e funziona alla perfezione ... a distanza. Con l'avvicinamento della stessa prende il via la fase due: eclissarsi ... cambiare strada, telefonare, catapultarsi nella borsa alla ricerca dell'oggetto essenziale. A pochi passi dall'incontro il conflitto interiore divampa in tutta la sua ferocia e di colpo alzi la testa, educatamente saluti e, come da schema, il saluto non viene ricambiato. Prende piede la fase fustigativa del "Lo sapevi, sei un idiota, ci sei cascato di nuovo" ed emerge la rabbia rivolta a quel "Saluta" che ti è stato propinato a colazione, pranzo, merenda e cena ininterrottamente per anni. Sbollito il furore ed esaurita la fase del "Non ti meriti altro", il bucaneve rompe il ghiaccio del passato e ritrova i tiepidi raggi del sole. Non tutto è perduto. Il proposito a non ricascarci si erge forte e impetuoso fino a quando non alzi lo sguardo e ti ritrovi la fonte di tutti i tuoi guai davanti per la seconda volta senza comprendere bene come ciò sia potuto accadere. Non esiste la ricaduta, la guardi di sfuggita, abbassi lo sguardo e trattieni il saluto trasformandoti in un'aragosta (rossa e ben protetta). Il soldatino di piombo al tuo confronto è un principiante: il fuoco interiore divampa trattenuto da rigidità e tensione e non un fiato può trovar modo di esprimersi. Ce l'hai fatta. Non hai salutato. Ti senti maleducato come non mai, ma un barlume di leggerezza inonda l'essere. Forse, dico forse, hai fatto la cosa giusta per te. Il giudizio familiare ti piomba addosso come un falchetto a riportarti a terra e a soffocare la gioia della vittoria. Dopo un attimo di smarrimento parte dal cuore il "vfc" (intraducibile) cosmico e la pacca sulla spalla: hai fatto bene. In tutto questo film l'altra persona non si è neppure accorta della tua esistenza, ma questo non conta. Il primo passo è stato fatto.
Una settimana dopo la situazione si ripete e i miglioramenti sono evidenti: l'aragosta si trasforma in granchio (non arrossisci più e riesci ad alzare lo sguardo senza salutare! Evvvaaaaiiii!) e non ce n'è per nessuno. L'autostima si fortifica e con il tempo riesci a  trasformarti in un leprotto (la paura di non farcela c'è sempre, ma sotto controllo) finchè una bella e maestosa aquila si mangia il leprotto e sei libero di volare alto e guardare alla situazione da un'altra prospettiva.
Essere un'aquila non è affatto male, te lo meriti e gongoli della  condizione raggiunta, finchè non ti cattura un falconiere e comprendi che sei pronto per un nuovo passaggio.
Ma questa è tutta un'altra storia.


Foto Donatella Coda Zabetta






giovedì 20 settembre 2018

UN CORPO IN EVOLUZIONE

Il mio corpo cambia con me:
si irrigidisce
con la mia immobilità,
si scioglie
con il mio movimento.
Il mio corpo cambia con me:
si appesantisce con il mio trattenere,
si alleggerisce con il mio lasciar andare.
Il mio corpo cambia con me:
sostiene le mie galoppate,
 mi ferma quando i ritmi divengono insostenibili.
Il mio corpo cambia con me:
con la mia crescita,
con le mie scelte,
con le mie attenzioni verso di lui.
Il mio corpo cambia con me:
specchia i miei disagi
e mi aiuta a elaborali.
Il mio corpo cambia con me
ed io cambio con lui.