lunedì 24 dicembre 2018

NON BASTA MORIRE UN PO' PER VOLTA PER RINASCERE

Ebbene sì: non basta morire un po' per volta per rinascere. Non si può aspirare ad un cambiamento radicale trattenendo gli schemi del passato, anche solo in minima parte.

Si nasce nudi e così si rinasce. 
Tutto quello che ci portiamo dietro è un cuore che ha conosciuto il dolore, 
ma non vi ha messo radici, 
perchè per sua natura ricerca l'armonia.

Un'armonia profonda che si manifesta nella coerenza tra l'essere e la realtà dell'essere.
La vita è come un percorso ad ostacoli: alcuni li superiamo con facilità, altri ci fermano, altri ancora ci inducono a sopravvivere per poter procedere. Non ce ne rendiamo conto nel momento in cui li affrontiamo, ma con la maturità capita di tirare le fila della trama che abbiamo intessuto e osservarne con maggiore oggettività i nodi. Quei nodi che ancora ci legano a dolori del passato, limitando i nostri passi. Slegare quei nodi richiede coraggio e forza di volontà  perchè vi è sempre un prezzo da pagare per poterlo fare e spesso si tratta di una parte disfunzionale che dobbiamo lasciare andare.

Si nasce nudi e così si rinasce. 
Tutto quello che ci portiamo dietro è un cuore che ha conosciuto il dolore, 
ma non vi ha messo radici, 
perchè per sua natura ricerca l'armonia.

Che questo Natale sia per tutti giorno di rinascita.

Tanti cari auguri ai lettori
del
"Ritmo del corpo"

Donatella





giovedì 13 dicembre 2018

FAI UNA COSA PER VOLTA E FALLA BENE

Siamo abituati a fare più cose contemporaneamente. 
Come ci riusciamo? 
Grazie agli automatismi.
Ci siamo trasformati in robot multitasking.

Siamo ancora capaci di fare una sola cosa e farla bene
concentrandoci con totalità su di essa?
Siamo in grado di mantenere un alto livello di attenzione
in modo costante e continuativo?

Ad ognuno la sua risposta
per riflettere sul proprio stato di presenza
prima di giudicare quello degli altri. 

W la consapevolezza.




giovedì 22 novembre 2018

NON MI FIDO DEL MIO CUORE

Non mi fido del mio cuore
perchè so già che soffrirò ...

 Pino Daniele - Dubbi non ho


Non mi fido del mio corpo
perchè so già che soffrirò...

E di chi mi fido allora?


Oggi ascoltavo questa canzone e sono stata colpita dalla frase:

"Non mi fido del mio cuore perchè so già che soffrirò..."

ed è stato naturale pensare al corpo e a quanto sia difficile il suo ascolto consapevole

e il riporre la nostra fiducia in lui.

Se mi guardo intorno vedo grande confusione e smarrimento.

Non c'è più fiducia.

Forse le radici di questa mancanza sono da ricercarsi in noi stessi, prima di tutto.

venerdì 16 novembre 2018

SENTIRE IL CORPO

Spesso si chiede a chi si incontra "Come va?", sottintendendo, in primis, la salute. E spesso la risposta che si riceve è: "Bene e tu?".
Stiamo sempre tutti bene finchè non interviene veramente qualcosa di importante a fermarci.
Stiamo bene se abbiamo un leggero mal di testa, stiamo bene se siamo sfiniti, stiamo bene se abbiamo difficoltà a digerire o ad andare in bagno, stiamo bene se quel fastidioso mal di schiena non molla il tiro. Stiamo bene. E ne siamo pure convinti, d'altra parte chi si ferma è perduto.
E così, a poco a poco, abbiamo perso il contatto con il nostro corpo smettendo di percepirlo. I disagi si accumulano con le stagioni e senza accorgercene ci troviamo ad indossare costume, cappotto, impermeabile, maglioni e t-shirt, gli uni sopra gli altri con indifferente disinvoltura.
Ci siamo abituati a non essere in forma e questa situazione si è trasformata  nella nostra  normalità: acciacco più, acciacco meno, si va avanti. 
Il carico di vestiario che ci portiamo dietro si ingigantisce con il nostro star bene quotidiano e guai a dimenticare qualche capo, ci sentiamo subito a disagio.
Il benessere psicofisico è ormai un ricordo lontano nell’universo dei robot imbottiti.





lunedì 12 novembre 2018

LA LIBERTA' DI MOVIMENTO

La libertà di movimento 
è una conquista preziosa per la nostra realizzazione personale
e il corpo ne è uno specchio preciso.
La nostra rigidità e resistenza 
sono i limiti imposti alla nostra spontaneità.
Le nostre paure ci caricano  di tensione,
così come le nostre fragilità ci rendono insicuri.
La libertà di movimento 
è una conquista preziosa per la nostra realizzazione personale
e richiede tempo e maturazione.
Nasciamo flessibili, spontanei, elastici
e poco per volta lo dimentichiamo
perdendo coerenza con noi stessi.
Pensiero, sentimento e azione 
si disallineano
in un corpo controllato e teso.
La libertà di movimento 
è una conquista preziosa per la nostra realizzazione personale
e il corpo ne è uno specchio preciso.







giovedì 8 novembre 2018

LE CADUTE

Capita a tutti di cadere e farsi male. Inevitabilmente ci si rialza e poco per volta ci si riprende dal dolore. La guarigione del corpo non è mai disgiunta dalla guarigione interiore. 
Le cadute ci fermano e ci mostrano la nostra fragilità: accoglierla e farne un punto di partenza è il primo passo verso il benessere. A volte, però, ci rifiutiamo di accettare la nostra fragilità e altre volte scegliamo di crogiolarci in essa più del dovuto. Il nostro approccio alla caduta farà la differenza.
Affrontare una caduta non è mai semplice, soprattutto se questa caduta non si manifesta a livello fisico, ma attraverso un'esperienza di vita. Possiamo interpretare l'esperienza come un fallimento personale e giudicarci pesantemente (il mondo ci ha dimostrato che non siamo perfetti... e noi che pensavamo il contrario!) o possiamo permetterle di travolgerci emotivamente, sconvolgendoci più del necessario. Oppure possiamo valutare l'esperienza come un semplice passaggio di crescita verso la consapevolezza e imparare da essa.
Dalle cadute ci si può rialzare, ma dipende da noi sceglierlo.