martedì 22 marzo 2022

L' UNICITÁ DEL CORPO

 L'unicità del corpo ci contraddistingue e ci differenzia dagli altri. 
Il nostro corpo parla di noi: lo sguardo svela i nostri sentimenti, i movimenti evidenziano la nostra spontaneità o la nostra propensione al controllo, le posture descrivono il nostro modo di stare al mondo. 
Il corpo ha una propria intrinseca armonia e simmetria. Come scegliamo di vivere il nostro corpo dipende da noi. Ogni particolare della nostra fisicità racconta qualcosa della nostra vita. Ogni gesto, consapevole o inconsapevole che sia, ci rappresenta e definisce le nostre relazioni con gli altri.
La comunicazione del corpo è senza filtri: non possiamo controllarla completamente. Così il nostro corpo manifesta le nostre barriere, gli eccessi, i vuoti, le emozioni, i disequilibri.
Il lavoro sul corpo, essendo visibile e di immediato riscontro, è, quindi, una via più semplice verso la consapevolezza. Al cambiamento esteriore corrisponde sempre un cambiamento interiore proprio per le ragioni espresse precedentemente. Cambiare abitudini e automatismi fisici richiede tempo, pazienza, disciplina e applicazione costante in quanto modella al contempo la nostra interiorità insegnandoci l'accettazione e la compassione. 
In questo periodo così sfidante e impegnativo dal punto di vista mentale, il lavoro sul corpo e con il corpo può aiutarci a cogliere più chiaramente i segnali di disagio, offrendoci la possibilità di sperimentare e trovare nuovi equilibri a seguito dei continui cambiamenti.
Per lavorare sull'equilibrio uno specchio può rivelarsi molto utile per evidenziare la nostra scarsa sensibilità e attitudine all'ascolto. Quando il nostro movimento e le nostre posture sono dirette da automatismi l'osservazione può rivelarsi un valido supporto per aiutarci a rendercene conto. Affinando consapevolezza e contatto con il corpo la pratica si approfondisce ed evolve.
Per questo ribadisco quanto espresso nel post di ieri:  CHE FATICA! 
Provate a praticare la prima posizione descritta ne IL RITMO DEL CORPO e testate voi stessi come state vivendo la situazione attuale. Rimango a disposizione per ulteriori indicazioni e  chiarimenti.



Foto di Marcus Aurelius da Pexels


 

martedì 8 febbraio 2022

SCOPRIRSI FRAGILE

 Qualche mese fa ho scoperto che non ero fatta tutta d'un pezzo. Quel pezzo resistente, dinamico e indipendente aveva una falla nel sistema che richiedeva la mia attenzione. A dirla tutta, ero consapevole della falla da una decina d'anni e ci stavo lavorando interiormente, ma sentivo che il processo di guarigione sarebbe dovuto approdare nel corpo fisico per completarsi.
Così, per caso, grazie al vaccino, ho scoperto un buco nella parete atriale del cuore che fino ad allora era stato asintomatico: era pericoloso e doveva essere chiuso. 
La guarigione si era spostata nel piano fisico e dovevano essere reimpostate le memorie cellulari; questa consapevolezza mi confermò di aver lavorato bene e mi diede coraggio e forza interiore per affrontare l'esperienza. 
Ero pronta a rinascere. 
Sono stati mesi intensi di meditazione, di accettazione e di trasformazione. 
Scoprirsi fragile cambia tutti gli schemi di pensiero. 
Di punto in bianco avevo bisogno di aiuto. Ero dipendente da altri. 
L'energia doveva cambiare verso: dal donare al ricevere. 
Il mio corpo necessitava di cure e attenzioni che trascendevano le mie possibilità di essere autonoma. 
Ho fatto i conti con la frustrazione, i sensi di colpa e la rabbia. A sostenermi la consapevolezza che l'accettazione della mia fragilità era un passaggio necessario per crescere.
Ho imparato la compassione, la pazienza, a stare nel presente, ad affidarmi e ho sperimentato la libertà di essere totale (sembra contraddittorio, ma non lo è affatto).
Grazie ad una profonda presa di coscienza ho ribaltato la mia vita per l'ennesima volta. "Il Coraggio di Ascoltarsi" ha segnato la via, come sempre.
Ho chiuso l'attività agricola e ho terminato gli esami del corso universitario di Scienze e Tecniche Psicologiche: nel giro di qualche mese seguirà la laurea e sarò pronta, con la concomitante fine della convalescenza post operatoria,  a sperimentare orizzonti inesplorati. 
Non ho mai rifiutato o evitato le difficoltà: ne ho sempre fatto un punto di partenza per nuovi viaggi.
Scoprirmi fragile mi ha donato completezza e libertà. 
Questi mesi sono stati faticosi, densi di impedimenti e coincidenze, dolore fisico e intuizioni. 
La vita mi ha insegnato tantissimo. Ad uno sguardo superficiale si potrebbe definire un brutto periodo, ma per me è stato una fonte inesauribile di risorse al quale sono profondamente grata.








lunedì 10 gennaio 2022

ESSERE INTEGRI

 Essere integri è una scelta consapevole che nasce dall'amore. 
Amore per la propria umanità e per la propria trascendenza.
Un cuore di carne e il suo battito.
I polmoni e il loro respiro.
Siamo totali quando siamo entrambe le cose e al di là di entrambe.
Siamo integri quando accogliamo lo scorrere della vita in noi,
consapevoli di chi siamo e della Terra a cui apparteniamo.

Quante volte lo abbiamo dimenticato?
Quante volte siamo naufragati nelle contraddizioni della parzialità?
Quante volte abbiamo detestato o bistrattato il nostro corpo?
Quante volte abbiamo trattenuto il respiro?
Quante volte abbiamo dato per scontato il battito del nostro cuore?

Essere integri è una scelta consapevole che nasce dall'amore.



domenica 9 gennaio 2022

L'INCONTRO CON LE DIFFICOLTA'

 L'incontro con le difficoltà ci destabilizza e il nostro approccio di fronte ad esse può fare la differenza.
La perdita di equilibrio può indurci a cercare di ristabilire la situazione precedente resistendo alle difficoltà oppure può congelarci nello stallo generato dall'assenza di scelta. In entrambi i casi disperderemo molte delle nostre energie.
Al contrario, se investiamo nella trasformazione e ci adattiamo alle difficoltà ritroveremo un nuovo equilibrio. Spesso a frenare questa scelta è l'illusorio tentativo di riuscire a ricreare lo stato di cose a cui eravamo abituati. Il lasciar andare ciò che è stato in favore di ciò che non si conosce è fondamentale per il nostro benessere psicofisico. 
La vita attraversa continuamente passaggi di morte e rinascita per potersi dispiegare. Il rimanere agganciati all'idea illusoria di poter controllare la vita è la zavorra peggiore che possiamo scegliere di portarci appresso.


giovedì 25 novembre 2021

FERITE DI LUNGO CORSO

 Le ferite di lungo corso sono le cicatrici che rimangono incollate al nostro corpo.
Esse hanno smesso di sanguinare o di infettarsi, ma permangono silenti a segnare il nostro percorso.
I corpi maschili hanno ferite di guerra,
i corpi femminili portano con sé ferite d'amore.
I corpi maschili hanno combattuto attivamente contro altri uomini,
i corpi femminili hanno subito passivamente gli amori malati del maschile.
Alla base di entrambe le ferite: il potere.
Un potere che sfocia nella bramosia di un'illusione: il controllo.
Un controllo che annulla la responsabilità e la disperde nel pensiero delirante dell'io.

Ognuno di noi porta con sé cicatrici profonde.
Ferite dolorose, taciute o messe a tacere.
Il nostro corpo lo sa e le ricorda.
Ogni giorno quando ci alziamo dal letto, 
quando muoviamo i nostri passi e quando ci relazioniamo con gli altri,
quelle cicatrici sono parte di noi e segnano schemi, parole e pensieri.
Le memorie cellulari permangono e controllano il nostro agire.
Il processo di guarigione deve attraversare il corpo
per potersi manifestare.

Con la consapevolezza torniamo ad ascoltare il corpo 
e a rivivere quelle ferite con il distacco donatoci dal tempo.
Con amore accogliamo l'urlo di dolore del nostro corpo
e cerchiamo di lenirlo prendendocene cura.
Tocca a noi farlo
se vogliamo guarire noi stessi e la realtà di cui siamo parte.
Solo riponendo nel fodero la spada che ci ha lacerato la carne
possiamo incamminarci liberi verso sentieri inesplorati.





lunedì 18 ottobre 2021

MI MUOVO TRA LA FOLLA

 Mi muovo tra la folla: percepisco il mio corpo e il suo spazio ristretto. Il battito del mio cuore è attutito dal brusio di sottofondo e non ho visibilità. Mi sento trascinare dalla corrente della gente che si muove: sto perdendo le mie radici. La mia vitalità si indebolisce, la mia luce si offusca: non vedo più chiaramente. Oppongo resistenza e investo tutte le mie energie nel radicamento: non voglio diventare un tronco inerme trascinato via. Fortifico il mio stare. Faccio fatica. Pianto i miei piedi a terra e focalizzo l'attenzione su di essi: immagino le mie radici scendere in profondità e cercare nutrimento nella Madre e flessibilità in una sorgente sotterranea. Il mio cuore riprende a pulsare di nuova vita ed erge i suoi rami in alto verso il cielo. Il sole li illumina e un fascio di luce attraversa il mio corpo e lo rende invisibile. Ora mi sento bene. Ho recuperato spazio e centratura. La folla attorno a me scivola via. E' il tempo dello stare. E' il tempo dell'accettazione. Non ho direzioni. Accolgo questi tempi difficili.

 "La verità è che non capisco cosa stia accadendo nel mondo"



Ad uso gratuito (CC0)  Pexels - Pixabay


mercoledì 8 settembre 2021

LA SALVEZZA DEL CORPO

 Con l'inizio della pandemia l'attenzione dell'uomo si è focalizzata sulla salvezza del corpo. L'imperiosa vicinanza della morte ha scosso le coscienze e la paura ha attivato la ricerca per la  sopravvivenza.
Questo movimento ha sbilanciato il già precario equilibrio dell'uomo in direzione della materia evidenziandone le contraddizioni e le dinamiche inconsce. 
Quel corpo, spesso bistrattato da ritmi frenetici, alimentazione scorretta e uno smodato uso di farmaci, è divenuto improvvisamente il fulcro di ogni decisione a livello mondiale ponendo in secondo piano il rispetto per la persona nella sua totalità di essere senziente.
Il dualismo manifestato trova negli estremismi il suo specchio.




Foto di Amine M'Siouri da Pexels